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Autore: Alessia Castiglioni

Vaccinazione antinfluenzale per i donatori

Anche quest’anno sarà possibile per i donatori accedere gratuitamente alla vaccinazione antinfluenzale presso l’ASL di competenza.

Per L’ASL di Busto Arsizio di Viale Stelvio potranno accedere i residenti dei comuni di:

Busto Arsizio, Castellanza, Olgiate Olona, Marnate, Gorla Minore, Gorla Maggiore, Fagnano Olona e Solbiate Olona presentando il proprio tesserino di appartenenza all’Avis Comunale di Busto Arsizio e Valle Olona.

Le vaccinazioni saranno eseguite dalle 8,30 alle 12,00 nei seguenti giorni e per ordine alfabetico:

martedì 5 novembre: A – B

mercoledì 6 novembre: B – C

giovedì 7 novembre: C – D – E

venerdì 8 novembre: F – G

lunedì 11 novembre: G – H – I – J – K

martedì 12 novembre: L – M – N – O

mercoledì 13 novembre: P – Q – R

giovedì 14 novembre: S – T – U

venerdì 15 novembre: V – W – X – Y – Z

 

Vaccinazioni antinfluenzali

Morbo di Alzheimer – Il convegno

(lu.pi) Lo scorso 11 ottobre, presso la “Casa della Salute” a Borsano, si è svolto il Convegno organizzato dal locale gruppo Avis, sul tema indicato nel titolo.

Moderatore dello stesso era il dr. Vincenzo Saturni, figura ben nota nel mondo Avis, avendo ricoperto per due mandati la carica di Presidente Nazionale. Relatori erano: il dr. Davide Zarcone, Direttore del dipartimento di Neuroscienze Riabilitative dell’ASST Valle Olona; la dr.ssa Chiara Guarnerio, Psicologa e Psicoterapeuta presso l’Ospedale di Gallarate; il dr. Paolo Licini responsabile del gruppo operativo di Busto Arsizio dell’Associazione Varese Alzheimer.

Dopo una breve introduzione del dr. Saturni sugli scopi statutari dell’Avis, tra cui la divulgazione della cultura della salute tra la popolazione, anche su temi non strettamente collegati alla donazione, davanti ad una sala gremita da una settantina di persone, la parola è passata al primo relatore.

Il dr. Zarcone, dopo una breve storia sulla scoperta della malattia, partita dai primi studi eseguiti dal medico italiano dr. Gaetano Perusini all’inizio del 1900, ha spiegato che la malattia è strettamente connessa all’invecchiamento della popolazione (in Italia tra il 2020 e il 2035 si prevede un decremento della popolazione da 58 a 55 milioni di abitanti, mentre le persone sopra i 55 anni aumenteranno da 21 a 26 milioni), normalmente inizia a partire dai 60/65 anni (ma ciò non toglie che vi siano ammalati anche di 50 anni) e che è più sviluppata nel continente americano rispetto all’Europa ed all’Asia.

Ha proseguito spiegando le differenze tra la malattia di Alzheimer, circa il 64% del totale, e le altre forme di demenza minori quali: la smemoratezza benigna, la depressione o lo stato confusionale da trauma; spiegando che la malattia si sviluppa a seguito di un processo degenerativo cerebrale che causa una grave perdita dei grossi neuroni corticali con deposizione di materiale anomalo (amiloide).

Prosegue spiegando le principali differenze tra la depressione e la malattia di Alzheimer: nel primo caso l’insorgere è ben databile, vi è una rapida progressione, una sopravvalutazione dei problemi, un cambiamento repentino di umore, la famiglia è cosciente della malattia; nel secondo caso l’inizio non è individuabile, vi è una lenta progressione della malattia, si tende a minimizzare i problemi, l’umore cambia quasi di giorno in giorno, la famiglia non riconosce la gravità della malattia, ad eccezione dello stato mentale per il resto è buona.

Illustra quindi i criteri diagnostici per valutare la malattia e le varie fasi in cui si sviluppa e i disturbi comportamentali nelle varie fasi.

Conclude spiegando che i farmaci attualmente utilizzati sono solo sintomatici, il fallimento di molte ricerche (99,6%) ha portato molte case farmaceutiche ad abbandonarle, anche se dal 2018 vi è stato un nuovo incremento delle ricerche grazie alla nuove tecnologie sui farmaci. Il dr. Zarcone ha terminato il suo intervento con uno spiraglio di speranza, ha spiegato infatti che le nuove ricerche sugli anticorpi monoclonali potranno portare, nel giro di 4/5 anni, alla realizzazione di terapie specifiche, anche se a costi molto elevati.

La dr.ssa Guarnerio ha introdotto il tema dei deficit comportamentali nei soggetti colpiti dalla malattia e la loro gestione nella vita quotidiana. Ripetendo il fatto che vi sono molte cause che portano ad avere dei difetti cognitivi quali: trauma cranico, epilessia, ictus, patologie neurodegenerative (SLA, SM), malattie infettive, intossicazioni da alcool, diabete.

Ha spiegato che la malattia di Alzheimer è “una demenza che si manifesta con un declino progressivo delle funzioni cognitive tali da compromettere le abituali attività della vita quotidiana e delle relazioni sociali”. Comporta un disorientamento temporale (non si sa più che giorno sia), spaziale (non si sa dove si è), personale (non si riconoscono le persone), familiare (non si riconoscono i propri famigliari). Si hanno delle difficoltà a fare dei programmi, a dare dei giudizi obiettivi (pericolo nelle guida), ad inibire dei comportamenti (si dice anche quello che non si vorrebbe), a risolvere dei problemi anche banali (come si fa a preparare da mangiare), non si riesce più a dare un nome a degli oggetti comuni, a riconoscere la differenza tra un coltello ed una forchetta.

Statisticamente, nel periodo di 10 anni, si passa dai primi disturbi cognitivi ai disturbi comportamentali, alla perdita dell’autosufficienza, alla necessità di cure/controllo costante in case di cura o a casa, fino alla morte.

Illustra poi le varie fasi e/o possibilità che attraversa l’ammalato: apatia, aggressività, agitazione psicomotoria, depressione e psicosi. I sintomi sono: alterazione dell’umore, ansia, modificazione della personalità, disturbi dell’attività psicomotoria, agitazione, aggressività fisica o verbale, lamenti continui. Tutti questi fattori causano non solo il peggioramento della malattia e l’aumento dei costi economici per le cure, ma anche un progressivo deterioramento delle qualità di vita dei famigliari e di chi ha in cura l’ammalato.

Cosa si può fare per aiutare l’ammalato? Capire e rimuovere le cause che scatenano alcune azioni, adattare l’ambiente, fare assumere i farmaci, verificare se vi sono delle costanti in alcune reazioni e modificarle se possibile, se vi sono disturbi di memoria evitare di sottolinearli e minimizzarli (evitare: ma come, non mi riconosci …), in caso di cambiamenti delle attività giornaliere o nell’ambiente, tranquillizzare l’ammalato, spiegando più volte, con calma cosa si è reso necessario. Non bisogna deriderlo o contraddirlo, ma nemmeno confermare idee non corrette spiegando la realtà, eventualmente distogliere l’attenzione dal supposto problema. In caso di aggressività evitare di contraddire, discutere, convincere; mantenere la calma evitando di alzare la voce ma tenendo sempre pronta una via di fuga per la propria incolumità.

In questa malattia è tipico che verso sera aumentino confusione, irrequietezza a aggressività e seguito della stanchezza e della riduzione della luce, evitare quindi richieste di attività ed aumentare, se possibile, la luminosità degli ambienti, evitando le zone d’ombra.

Il dr. Licini, si è soffermato sulla descrizione dell’Associazione, sorta nel 1995 come AIMA (associazione Italiana Malati Alzheimer) e del gruppo operativo di Busto Arsizio operante dal 1999.

Ha spiegato quali sono i problemi che si affrontano nelle cure di un ammalato di Alzheimer, specialmente per i parenti con cui convive. Egli ha poi informato su quali sono le attività dell’Associazione, sia nei confronti dell’ammalato sia dei familiari, che vanno da incontri formativi a gruppi di sostegno, gestione di operatori a domicilio. Ha proseguito poi con alcune informazione sui servizi istituzionali, a livello comunali a partire dai Servizi Sociali, i Centri diurni, la Rsa-Nuclei Alzheimer, gli aiuti previsti da fondi regionali.

Ha concluso dando alcune informazioni sulle normative esistenti: assegno d’invalidità, l’Amministratore di sostegno necessario per tutte le situazioni economiche, la possibilità di interdizione dell’ammalato, con i relativi problemi, per finire con le Disposizioni Anticipate di Trattamento (DAT) di cui si è già scritto su questo sito qualche tempo fa.

Al termine degli interventi, il dr. Saturni ha chiesto al pubblico, ancora tutti presenti nonostante che le 23 fossero abbondantemente passate, di porre eventuali domande, puntualmente poste a dimostrazione dell’interesse dell’argomento proposto dal Gruppo Avis di Borsano.

Il nuovo Statuto

Nell’Assemblea del 24 febbraio 2019 è stato approvato il nuovo Statuto dell’Avis di Busto Arsizio e Valle Olona, che è stato poi registrato in data 8 marzo 2019. La nuova versione accoglie le proposte avanzate da AVIS Nazionale per adeguarsi alle rinnovate disposizioni legislative, ai sensi del Codice del Terzo Settore di cui al decreto legislativo 3 agosto 2017, n. 117. Nel numero di marzo 2019 di DONARE sono indicate le principali modifiche.

Di seguito, il file allegato.

2019 Statuto dell’Avis Comunale Busto Arsizio-Valle Olona ODV

I disegni di Borsano

(lu.pi) Nonostante il fattore tempo, non inclemente ma sicuramente non gradevole, la mostra dei disegni realizzati dai ragazzi delle scuole medie Parini di Borsano si è svolta regolarmente.

Sicuramente la presenza di visitatori è stata limitata, come anche per tutta la durata della “festa di apertura dell’oratorio”, il fattore “tempo incerto con minacce di pioggia” ha tenuto lontano molta gente ed il fatto che molti dei giochi previsti si sono svolti all’interno dell’oratorio, non ha consentito la solita affluenza dei “giudici” dei lavori presentati, che hanno votato il loro giudizio sulle apposite schede.

Ora il “Concorso Grafico” vedrà naturale la sua conclusione nelle prossime settimane, in occasione del programmato incontro Avis – Scuole.

 

I premiati della Serata del Donatore 2019

L’8 novembre, presso il Teatro Sociale di Busto Arsizio, si terrà la tradizionale Serata del Donatore.

Durante la serata, come di consueto, verranno premiati i donatori che hanno raggiunto un certo traguardo in numero di donazioni.

Di seguito, il rimando al significato dei vari premi: Le benemerenze

Qui sotto, invece, la lista dei premiati:

– Diamanti e Smeraldi

– Rubini

– Oro

– Argento Dorato

– Argento

– Rame

Le benemerenze

Che cosa sono
I nostri associati, al raggiungimento di determinati numeri di donazioni, ricevono un riconoscimento sotto forma di diplomi e medaglie (o distintivi).
Si indicano come “benemerenze”. Il loro valore economico è marginale, ma è alto il loro valore simbolico.
La benemerenza rappresenta poco per il donatore, che non ha certo bisogno di sentirsi dire “grazie”; egli è appagato dall’intima soddisfazione di avere regalato salute, o addirittura vita.
Invece la benemerenza vale nei confronti di chi non è donatore: è una testimonianza, invita a riflettere sull’importanza del dono di sangue, è uno stimolo a contribuire a una fondamentale azione di solidarietà.

A chi vanno
Le benemerenze sono assegnate in base al numero di donazioni effettuate, tenendo conto degli anni di partecipazione attiva alla vita dell’Associazione.
1.    GEMMA DI DIAMANTE: alle 120 donazioni
2.    GEMMA DI SMERALDO: alle 100 donazioni (oppure 80 con 40 anni di iscrizione).
3.    GEMMA DI RUBINO: alle 75 donazioni (oppure 60 con 30 anni).
4.    DISTINTIVO D’ORO: alle 50 donazioni (oppure 40 con 20 anni).
5.    DISTINTIVO DI ARGENTO DORATO: alle 36 donazioni (oppure 24 con 10 anni).
6.    DISTINTIVO DI ARGENTO: alle 16 donazioni (oppure 12 con 5 anni).
7.    DISTINTIVO DI RAME: alle 8 donazioni (oppure 6 con 3 anni).
Per le donne in età fertile ogni donazione vale il doppio ai fini della maturazione delle benemerenze.

Le benemerenze

Che cosa sono
I nostri associati, al raggiungimento di determinati numeri di donazioni, ricevono un riconoscimento sotto forma di diplomi e medaglie (o distintivi).
Si indicano come “benemerenze”. Il loro valore economico è marginale, ma è alto il loro valore simbolico.
La benemerenza rappresenta poco per il donatore, che non ha certo bisogno di sentirsi dire “grazie”; egli è appagato dall’intima soddisfazione di avere regalato salute, o addirittura vita.
Invece la benemerenza vale nei confronti di chi non è donatore: è una testimonianza, invita a riflettere sull’importanza del dono di sangue, è uno stimolo a contribuire a una fondamentale azione di solidarietà.

A chi vanno
Le benemerenze sono assegnate in base al numero di donazioni effettuate, tenendo conto degli anni di partecipazione attiva alla vita dell’Associazione.
1.    GEMMA DI DIAMANTE: alle 120 donazioni
2.    GEMMA DI SMERALDO: alle 100 donazioni (oppure 80 con 40 anni di iscrizione).
3.    GEMMA DI RUBINO: alle 75 donazioni (oppure 60 con 30 anni).
4.    DISTINTIVO D’ORO: alle 50 donazioni (oppure 40 con 20 anni).
5.    DISTINTIVO DI ARGENTO DORATO: alle 36 donazioni (oppure 24 con 10 anni).
6.    DISTINTIVO DI ARGENTO: alle 16 donazioni (oppure 12 con 5 anni).
7.    DISTINTIVO DI RAME: alle 8 donazioni (oppure 6 con 3 anni).
Per le donne in età fertile ogni donazione vale il doppio ai fini della maturazione delle benemerenze.

Morbo di Alzheimer – il convegno di Borsano

(lu.pi) Un importante Convegno si terrà a Borsano il prossimo 11 ottobre alle ore 21.00 organizzato dal gruppo Avis locale.

Si parlerà infatti della malattia di Alzheimer, un male che colpisce le persone anziane, ma non solo, e che può avere gravi conseguenze anche su tutto il nucleo familiare.

Non vi sono prevenzioni, non vi sono cure definitive, solo cure che rallentano il progressivo deterioramento delle nostre capacità cognitive.

I primi sintomi sono dati da vuoti di memoria, possibili scatti d’ira immotivati, momenti di apatia; e fino a questo punto l’ammalato può essere ancora gestibile in famiglia con l’attenzione di tutti i famigliari; col progredire della malattia chi ne soffre diventa sempre meno cosciente del proprio stato, e diventa sempre più dipendente dall’assistenza esterna, fino al completo allettamento e alla completa dipendenza di chi lo cura.

E’ in questa fase che il dramma tocca la famiglia in modo totale; egli richiede un’assistenza 24 ore su 24 che non sempre i famigliari gli possono dedicare. Nasce quindi il problema se curarlo a casa o inviarlo ad una struttura specializzata.

Il dilemma è ancora maggiore in quanto l’ammalato, normalmente un genitore, è completamente assente o vi sono dei momenti, seppur brevi, in cui è lucido e comprende dove si trova e cosa gli sta succedendo?

Questi sono alcuni degli interrogativi a cui si cercherà di rispondere, i Relatori sono degli esperti in materia (vedi volantino) ed il Moderatore è da tutti noi ben conosciuto, dr. Vincenzo Saturni, già Presidente Nazionale di AVIS, che con la sua capacità saprà introdurre i vari temi e guidare il successivo dibattito.

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