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Autore: Alessia Castiglioni

Scientificamente Avis: Sport e salute del sangue

Uno dei requisiti fondamentali per diventare donatore di sangue è condurre uno stile di vita salutare: naturalmente, lo sport è parte integrante di questo obiettivo. Tra gli svariati effetti benefici di una regolare attività fisica sull’organismo umano, molti sono di interesse prettamente cardiovascolare e risultano quindi estremamente rilevanti nell’ambito delle donazioni.

In primo luogo, sebbene influisca solo in minima parte sulla formazione di colesterolo, lo sport risulta decisivo in merito alla tipologia di colesterolo che si viene a formare. Il colesterolo si sposta nel sangue trasportato da particolari proteine del sangue, le lipoproteine. Le lipoproteine a bassa densità (LDL) sono correlate alla tendenza del colesterolo (detto in questo caso “cattivo”) a stratificare lungo le pareti vascolari. Le lipoproteine ad alta densità (HDL), invece, trasportano il colesterolo dai tessuti al fegato, dove viene smaltito: si parla in questo caso di colesterolo “buono”. Grazie allo sport, la quantità di colesterolo buono aumenta a svantaggio di quella di colesterolo cattivo, il che si traduce in un considerevole abbassamento del rischio di ostruzione dei vasi, quindi della pressione sanguigna e del pericolo di infarto.

Un ulteriore vantaggio è legato prevalentemente all’attività aerobica (ciclismo, corsa, nuoto, ecc.). Se praticata almeno tre volte a settimana e a intensità medio-alta, questa è in grado di ridurre le pulsazioni che il cuore deve compiere in un minuto. Questo significa che uno stile di vita del genere, a patto di essere condotto con continuità, risparmia all’organo centrale del sistema circolatorio una notevole quantità di energia e lo premia con anni in più di vita.

L’attività intensa, inoltre, è indispensabile per normalizzare i livelli di fibrinogeno e abbassare il rischio di trombosi. Il fibrinogeno è una proteina plasmatica che favorisce la coagulazione del sangue in caso di lesioni, ma se in eccesso può rendere il sangue viscoso, fino a provocare coaguli all’interno dei vasi stessi. Questo determina la formazione di un trombo, bloccando l’arrivo del sangue e quindi dell’ossigeno a un certo tessuto e inducendolo così alla necrosi. 

Quelli riportati sono solo alcuni dei formidabili effetti dell’attività fisica, ma sono sufficienti per rendersi conto di quanto essa giochi un ruolo fondamentale non solo nella salute del singolo, ma anche e soprattutto nella salute di coloro ai quali una donazione di sangue è destinata: per un donatore, prendersi cura di se stesso significa prendersi cura degli altri.

A cura di Enrico Forte

Scientificamente Avis: Vaccini sì, vaccini no

Tutto comincia con la testimonianza dello storico greco Tucidide sull’epidemia che aveva colpito Atene nel 429 a.C.: le persone guarite raramente si ammalavano una seconda volta, e mai in maniera grave. Per quanto riguarda la peste, lo stesso fenomeno era noto al tempo di Renzo e Lucia (ce lo racconta il Manzoni). Nessuno, però, era in grado di spiegarne il perché.

Lo stesso valeva anche per un’altra malattia, ancora più grave perché a differenza della peste era sempre in agguato: il vaiolo. Ne erano morti persino Faraoni dell’antico Egitto (Ramses V), re e imperatori (Luigi I di Spagna, Pietro II di Russia, Luigi XV di Francia) e chi sopravviveva avrebbe portato per tutta la vita i segni lasciati dal contagio (la regina d’Inghilterra Elisabetta I li nascondeva sotto un pesante trucco nelle apparizioni ufficiali).

Si sapeva però che i mungitori che avevano contratto il vaiolo dalle loro bestie una volta guariti non si ammalavano più della stessa malattia. Di queste conoscenze empiriche approfittò nel 1796 un medico di campagna britannico: Edward Jenner iniettò del materiale preso dalla pustola di una giovane contadina in un ragazzo di 8 anni e, alcuni mesi dopo, un campione di vaiolo umano senza che si manifestasse la malattia.

Il “perché” lo si è scoperto molti anni dopo: l’ingresso di un determinato agente patogeno provoca la produzione, da parte dell’organismo ricevente, di difese capaci di creare un’immunità più o meno durevole nel tempo. Sarebbe stato però assurdo inoculare volutamente l’agente che provoca la malattia, a meno di non trattarlo adeguatamente per renderlo innocuo, ma pur sempre riconoscibile da parte delle strutture che creano le difese. I prodotti necessari per questi trattamenti sono i vaccini.

La somministrazione di un vaccino suscita, da parte dell’organismo ricevente, una risposta simile a quella che sarebbe causata dall’infezione vera e propria ma senza che si verifichi l’insorgere della malattia. Di questo primo contatto resta però un ricordo (memoria immunologica) che consente al sistema immunitario di rispondere immediatamente in caso di successivo contatto con l’agente patogeno pienamente aggressivo. Sarebbe altrimenti necessario attendere 2-3 settimane di tempo prima che l’organismo sia in grado di riconoscerlo e di produrre una quantità di anticorpi sufficiente a contrastarlo, ed è proprio in questo intervallo di tempo che la malattia causa i danni peggiori.

Resta il problema di “come” rendere innocuo l’agente patogeno pur lasciandogli la fisionomia che consente di riconoscerlo, e questo può avvenire in diversi modi: uccidendolo o inattivandolo con il calore o utilizzando composti chimici, selezionando le componenti batteriche o virali meno pericolose con raffinate tecniche di separazione, utilizzando molecole provenienti dall’agente infettivo (non in grado di provocare la malattia ma sufficienti ad attivare le difese immunitarie dell’organismo), e più recentemente producendo un determinato antigene clonando e trattando l’agente che provoca la malattia. La scelta di quale tecnica utilizzare varia caso per caso, e da qui il problema di identificare quella più efficace quando, come nel caso del Covid-19, siamo in presenza di una malattia “nuova” (e infatti oggi i laboratori di ricerca stanno battendo strade diverse proprio per non perdere tempo, e chi riuscirà nell’intento non sarà il più bravo ma quello che avrà scelto quella giusta).

Sul tema c’è anche da tenere in considerazione un elemento del quale abbiamo parlato all’inizio, quello della “memoria immunologica”. Semplificando, è l’arco di tempo per il quale il vaccino mantiene la sua efficacia, che varia caso per caso: ad esempio, quello antitetanico richiede una prima vaccinazione, poi un richiamo, e poi resta attivo per una decina di anni, quello per il colera non va oltre i sei mesi (e questa è un’altra incognita di non poco conto nel caso del Covid-19).

Un’altra considerazione: fin dai tempi di Jenner ci sono state perplessità, o addirittura opposizioni feroci nei confronti della vaccinazione. L’ambigua ironia del poeta romanesco Giuseppe Gioacchino Belli sulle presunte conseguenze della pratica:

                                                …vedi che bell’idee da framasoni                                            

d’attaccajje pe fforza li vaglioli

pe ffajje arisvejjà ll’infantijjoli

e stroppiàcceli poi, come scroppioni!…

…vedi che bell’idea da massoni,

attaccargli per forza il vaiolo

per far loro risvegliare le convulsioni

e storpiarceli poi come scorpioni…

 

A cui risponde Renato Fucini, mettendo in bocca ad una popolana ignorante che parlando con una comare le raccomanda di non dare retta ai medici affermando:

 

…non li dia retta a questi lusurai del sangue umano…

…non dia retta a questi usurai del sangue umano…

 

Dibattito finito con l’Ottocento? Nossignori, negli stati Uniti nasce la Società contro la vaccinazione (per mantenere il corpo intatto e puro), ed è dell’altro ieri (1998) l’iniziativa dell’ex medico e chirurgo Andrew Wakefield che riuscì a pubblicare sulla prestigiosa rivista medica inglese “Lancet” un articolo in cui sosteneva la correlazione tra la somministrazione del vaccino trivalente (morbillo, parotite e rosalia) con le malattie intestinali e l’autismo.

Un dibattito che, si spera, non debba riaccendersi quando il vaccino Anti Covid sarà finalmente disponibile.

 

A cura di Giancarlo Nazari

Giornata Mondiale del Donatore, da Busto a Saronno Avis ringrazia i donatori

Un messaggio di ringraziamento a tutti i donatori con un video dei Presidenti delle AVIS afferenti ai quattro ospedali di ASST Valle Olona.

“Dona il sangue e rendi il mondo un posto piu? sano”. Con queste parole l’OMS esprime a tutti i donatori, in occasione della Giornata Mondale del Donatore di sangue – 14 giugno – il proprio riconoscimento per l’attivita? meritoria di tutti i donatori di sangue.

Nel nostro territorio, questo senso di ringraziamento si e? espresso vivamente attraverso un video, realizzato in comune accordo tra le Avis di Busto Arsizio-Valle Olona, Gallarate, Saronno e Somma Lombardo, ovvero le Avis afferenti ai quattro ospedali di ASST Valle Olona.

L’intento e? stato quello di unire le proprie forze come associazione per ringraziare tutte le donatrici ed i donatori per il loro importante gesto di solidarieta?, soprattutto in un anno particolare come questo, con un occhio di riguardo ai giovani, che rappresentano il nostro futuro, ed ai donatori che in questi mesi hanno dimostrato senso di responsabilita?, presentandosi nei Centri Trasfusionali e nelle Unita? di raccolta, garantendone la raccolta di sangue per i malati.

“Un particolare pensiero ai tantissimi giovani che ogni anno aderiscono alla nostra associazione, una grande speranza per il futuro dell’associazione ed una grande e concreta risposta per i numerosi pazienti” le parole di Marco Roncari, Presidente di Avis Busto Arsizio-Valle Olona.

“Un augurio a tutti i donatori, in un contesto difficile che ha mostrato la nostra forza, la nostra capacita? di saper essere al servizio del sistema nazionale” le parole di Paola Cozzi, Presidente di Avis Gallarate.

“Questa giornata dedicata a tutti i donatori di sangue nel mondo ci accomuna tutti, attraverso la voglia di mettere a disposizione la parte migliore di ciascuno per il bene di tutti”, le parole di Matteo Carugati, Presidente di Avis Saronno.

“Tutti noi abbiamo dovuto cambiare i nostri stili di vita a causa del coronavirus, ma non i malati, che necessitano sempre del nostro sangue per vivere. Un sentito ringraziamento a tutti i donatori per aver mantenuto vivo e costante l’attivita? trasfusionale anche in periodo di lockdown”, le parole di Ivan Zingaro, Presidente di Avis Somma Lombardo.

Un messaggio di speranza delle quattro AVIS per dire un semplice e sincero GRAZIE.

 

 

Gli eventi della Giornata Mondiale del Donatore (online)

Mancano solo tre giorni al 14 giugno, la festa più importante per i donatori di sangue. Si festeggia infatti la Giornata Mondiale del Donatore di sangue, un evento che di solito porta i donatori a ritrovarsi in una città del mondo, scelta di anno in anno, per festeggiare e sensibilizzare tramite campagne ad hoc sull’importanza del dono. Quest’anno, causa pandemia, il ritrovo non è permesso. Ma la tecnologia ci fornisce comunque un modo per sentirci uniti.

L’Italia in particolare, sarebbe dovuta essere la città-centro dell’evento, con un tema molto scenico, fil rouge. Per fortuna tutti gli eventi ideati e preparati torneranno utili l’anno prossimo, per la Giornata Mondiale del Donatore 2021.

Quest’anno l’OMS ha invece lanciato la campagna “Give blood and make the world a healthier place” (in italiano “Dona il sangue e rendi il mondo un posto più sano” per riconoscere lo straordinario contributo che il mondo del volontariato ha fornito e sta fornendo, a cui possiamo ricollegare anche la campagna lanciata dal Consiglio Nazionale dei Giovani, nelle parole di Dennis Cova: “Donare il sangue significa non solo far bene agli altri, ma anche tutelare la propria salute, visti i continui esami a cui ci si deve sottoporre”

 

Anche Avis Nazionale, naturalmente, ha organizzato diverse iniziative per festeggiare questa importante giornata anche a distanza.

Ed ecco che ieri, mercoledì 10 giugno, è andata online la ricetta dello chef Stefano Barbato, del suo dolce a tema #rossosangue. Trovate il video qui:

Inoltre, a partire dalle 11 di oggi giovedì 11 giugno sarà possibile effettuare la registrazione alla piattaforma MYmovies.it (per info www.avis.it) per “prenotare” uno dei 1000 posti a disposizione nella sala virtuale dove assistere, domenica 14 giugno alle ore 20:00, al film “La famiglia Belier”. Fino esaurimento posti.

Venerdì 12 giugno alle ore 18:00 è in programma “Il ruolo del volontariato per il rilancio globale”, il primo di una serie di webinar promossi da AVIS Nazionale. Si può seguire liberamente sulla pagina Facebook di AVIS Nazionale o sul canale Youtube.

Sabato 13 giugno alle ore 12:00 il presidente di AVIS Nazionale, Gianpietro Briola, invierà un video messaggio di ringraziamento ai donatori in vista del 14 giugno.

Domenica 14 giugno alle ore 10:00 sul sito di AVIS Nazionale verrà pubblicato un video con le testimonianze che i donatori di ogni Paese del mondo hanno voluto inviare per spiegare cosa significhi per loro questa data e quanto importante sia stata la scelta di donare il sangue. Voci e volti che si alterneranno in un continuo “Fil Rouge”.

Scientificamente Avis: L’impatto dell’inquinamento sulla salute

Oggi è la Giornata Mondiale degli Oceani, mentre gli scorsi mercoledì e venerdì sono stati rispettivamente la Giornata Mondiale della Bicicletta e la Giornata Mondiale dell’Ambiente. Un tema sempre più presente nei discorsi globali e sempre più preoccupante, poiché l’inquinamento e il conseguente deterioramento del nostro Pianeta causano ogni anno un incalcolabile danno, oggi non più così tanto invisibile.

Noi, in quanto Avis, vorrebbero soffermarci sui numerosi rischi dell’inquinamento atmosferico e dello smog per la nostra salute, consapevoli che questo purtroppo costituisce solo una minima parte delle conseguenze in cui incorriamo continuando con il nostro non sostenibile stile di vita. Vi invitiamo perciò ad approfondire sul tema sui vari portali dedicati.

In generale, in tutto il mondo, nove persone su dieci respirano comunemente aria inquinata, causando un numero come 7 milioni di morti ogni anno dovute a patologie sviluppatosi per lo smog. Uno dei composti più nocivi per la salute è l’anidride solforosa, o biossido di zolfo, molto presente nelle attività industriali e nelle centrali elettriche a carbone, petrolio e gas; vi è poi il biossido di azoto derivante dai processi di combustione di automobili, camion, autobus e industrie pesanti; l’ozono, che ha un effetto protettivo nella stratosfera, poiché trattiene e assorbe parte dell’energia solare, è invece nocivo a livello del suolo, quando viene prodotto da reazioni chimiche catalizzate dalla luce solare; infine, vi è il particolato, ossia un insieme di composti sospesi nell’aria, e i metalli pesanti (piombo, mercurio, arsenico) prodotti dalle industrie siderurgiche.

L’impatto più immediato e evidente è sicuramente sul sistema respiratorio. L’esposizione a inquinanti interferisce con lo sviluppo dei polmoni durante l’infanzia, ma crea problemi anche durante l’età adulta, creando difficoltà respiratorie, asma, insorgenza di broncopneumopatia cronica, fino al carcinoma polmonare.

Anche per il sistema cardiocircolatorio l’esposizione agli inquinanti porta a gravi complicazioni: arteriosclerosi, anomalie nella pressione sanguigna, infarto, aritmie e ischemie. Gli agenti inquinanti possono favorire l’accumulo di placche nelle arterie, scatenando così un attacco cardiaco.

L’inquinamento ha poi incidenza anche sul metabolismo, favorendo una maggior concentrazione di zuccheri, amminoacidi, acidi grassi e lipidi nel sangue e favorendo l’insorgenza di diabete (l’inquinamento contribuirebbe addirittura al 14% circa di tutti i casi di diabete).

Infine, per quanto riguarda il sistema nervoso, secondo alcuni studi, l’aria inquinata favorisce e accelera malattie come l’Alzheimer e altri tipi di demenze, anche se per il momento si parla di statistiche e non di dati certi.

Seppur esiste una regolamentazione in materia di inquinamento, esse non sono abbastanza significative da poter fare una concreta differenza. Per questo motivo, risultano di vitale importanza tutte quelle campagne volte a chiedere maggiori provvedimenti da parte della legislazione, soprattutto europea e globale.

 

A cura di Alessia Castiglioni

Fonte: wired.it

31 maggio, Giornata Mondiale contro il tabacco

Ieri, 31 maggio, abbiamo promosso nel nostro piccolo la Giornata Mondiale senza Tabacco, una giornata importante durante cui l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha invitato tutti i giovani a unirsi per diventare una generazione senza tabacco, incentrando il tema della giornata proprio sull’argomento “Tabacco e tattiche dell’industria per attirare le giovani generazioni”.

Nel video qui sotto, preso dalla Pagina ufficiale dell’OMS, le immagini trasmesse parlano da sé: il tabacco ogni anno causa più di 8 milioni di morti, perciò l’industria è costretta a ricercare nelle nuove generazioni i suoi futuri consumatori, e lo fa veicolando talvolta silenziosamente talvolta più evidentemente messaggi attraverso mass media e prodotti culturali.

World No Tobacco Day 2020

It's World No Tobacco Day! ????Tobacco products kill over 8 million people every year. The industry is targeting youth to replace the ones that their products are killing to maintain revenue ???? ????.Smokers are also more likely to have a severe case of COVID-19.It’s time to speak out and get tobacco exposed!

Pubblicato da World Health Organization (WHO) su Sabato 30 maggio 2020

 

Pubblicità, influencer, film e serie tv, il posizionamento stesso di alcuni prodotti come sigarette elettroniche, facendole passare come una scelta più salutare, all’interno di festival o eventi notoriamente frequentati da giovani, spesso passano inosservati eppure finiscono per creare un immaginario in cui il tabacco continua ad esistere.

 

                                  

 

I dati li conosciamo. Il tabacco è responsabile del 25% di tutti i decessi per cancro a livello globale, aumenta il rischio di malattie cardiovascolari e polmonari, 1 milione di persone muoiono ogni anno per esposizione a fumo passivo, e durante l’attuale pandemia, già i primi studi hanno mostrato un rischio di malattia Covid-19 più severa tra i fumatori.

 

What do you know about the tobacco industry?

What do you know about the tobacco industry?Smokers are more likely to have a severe case of COVID-19.

Pubblicato da World Health Organization (WHO) su Venerdì 29 maggio 2020

 

Noi, come Avis, da sempre promuoviamo scelte di vita sane. Per questo non possiamo non appoggiare l’idea di un mondo senza tabacco per le nuove generazioni.

Ripartite le visite di controllo per gli aspiranti donatori

Siamo felici di annunciare che, dopo il periodo di stop, sono riprese le visite di controllo per i nuovi donatori.

In questi mesi abbiamo ricevuto tantissime richieste, per cui ci sentiamo di ringraziare di cuore.

Le nostre segretarie sono già all’opera per contattare tutti gli aspiranti donatori che ne hanno fatto richiesta, così da fissare l’appuntamento per la visita di idoneità alla donazione.

E tu, vuoi diventare donatore?

 

Scientificamente Avis: Il ciclo cardiaco

Il cuore è l’organo fondamentale del sistema circolatorio: pompa contemporaneamente il sangue povero di ossigeno ai polmoni e il sangue ossigenato al resto del corpo. 

Si tratta di un organo cavo suddiviso in quattro camere: due atri (in alto), che raccolgono il sangue di ritorno dai polmoni o dal resto del corpo; due ventricoli (in basso), di cui il destro pompa il sangue verso i polmoni e il sinistro verso il resto del corpo. 

Ci sono quattro valvole cardiache, composte di tessuto connettivo:

  • due valvole atrio-ventricolari, la tricuspide (posta tra atrio destro e ventricolo destro) e la bicuspide (posta tra atrio sinistro e ventricolo sinistro). La loro presenza impedisce al sangue di refluire in un atrio quando il rispettivo ventricolo si contrae. 
  • due valvole semilunari, la valvola polmonare e la valvola aortica, poste tra i ventricoli e le arterie maggiori. Impediscono al sangue di refluire quando il ventricolo si rilassa. 

La loro apertura e chiusura dipende interamente dal flusso del sangue, senza che sia necessario alcun controllo nervoso o muscolare: le valvole si aprono quando la pressione è maggiore da un lato e si chiudono quando è maggiore dell’altro. 

Il corretto funzionamento delle valvole cardiache rende possibile il ciclo cardiaco, cioè la sequenza completa di contrazione e rilassamento del cuore. Un ciclo cardiaco dura in media 0,8 secondi e si svolge in quattro fasi:

  1. Sistole atriale: gli atri pieni di sangue si contraggono spingendo il sangue nei ventricoli
  2. Diastole ventricolare: i ventricoli si dilatano per riempirsi di sangue
  3. Sistole ventricolare: i ventricoli si contraggono, comportando la chiusura delle valvole atrio-ventricolari e l’apertura delle semilunari. Il ventricolo destro spinge il sangue ricco di anidride carbonica nelle arterie polmonari, il ventricolo sinistro spinge il sangue ricco di ossigeno nell’aorta e quindi verso tutto il corpo. 

Diastole atriale: gli atri si dilatano e si riempiono nuovamente di sangue; l’atrio destro di sangue di ritorno da tutto il corpo e ricco di anidride carbonica, l’atrio sinistro di sangue proveniente dai polmoni e ricco di ossigeno. A questo punto il ciclo può ricominciare.

 

A cura di Enrico Forte

Scientificamente Avis: I vasi sanguigni

I vasi sanguigni fanno parte del sistema circolatorio cardiovascolare, ovvero quell’insieme di organi che garantiscono la distribuzione di ossigeno e sostanze nutritive a tutte le cellule dell’organismo, l’allontanamento delle sostanze di rifiuto (ad esempio l’anidride carbonica) e il trasporto di messaggeri chimici (ad esempio gli ormoni) agli organi bersaglio. Si distinguono in vene, arterie e capillari, all’interno dei quali circola il sangue grazie all’azione di pompa esercitata dal cuore, che costituisce l’elemento centrale del sistema.

Le arterie sono vasi che, di base, portano il sangue dal cuore alla periferia del corpo. Hanno pareti spesse ed elastiche formate da tre strati: uno più interno, la tonaca intima; uno intermedio, la tonaca media, formato da un tessuto muscolare liscio; infine uno più esterno, detto tonaca avventizia, formato da un tessuto connettivo molto ricco di fibre elastiche. Proprio grazie a questa struttura, le arterie sono in grado di contrarsi per aiutare l’avanzamento del sangue verso i tessuti. 

Il sistema arterioso del corpo umano si può suddividere in arterie sistemiche, che portano il sangue dal cuore a tutti i tessuti del corpo, e arterie polmonari, che invece portano il sangue deossigenato dal cuore ai polmoni. L’Aorta, che origina dal ventricolo sinistro del cuore, è l’arteria principale del sistema arterioso.

Le vene sono i vasi che contengono la maggior parte del volume sanguigno, circa il 60%: esse raccolgono il sangue dalla periferia del corpo e lo riportano al cuore, ad eccezione delle vene polmonari che trasportano sangue arterioso (ricco di ossigeno e povero di anidride carbonica), e delle vene ombelicali. Possono essere classificate in diversi modi: superficiali o profonde, polmonari o sistemiche e grandi o piccole. 

Come le arterie sono formate da tre strati, ma diversamente da esse hanno pareti relativamente sottili ed estensibili, con poco tessuto muscolare e poche fibre elastiche, che permettono per questo il transito di grandi quantità di sangue opponendo una modesta resistenza. Il flusso sanguigno venoso è promosso dalla contrazione dei muscoli scheletrici adiacenti alle vene, piuttosto che dal battito cardiaco. 

Lungo le vene maggiori sono dislocate valvole a nido di rondine, che impediscono il riflusso del sangue nella direzione sbagliata. 

La differenza tra vene e arterie è quindi la direzione di flusso (fuori dal cuore per le arterie, verso il cuore per le vene), non il contenuto di ossigeno del sangue trasportato.

I capillari sono vasi dalle pareti sottilissime e fanno parte del sistema della microcircolazione sanguigna. Sono costituite da un unico strato di cellule, l’endotelio, attraverso il quale i gas respiratori, le sostanze nutritive, gli enzimi, gli ormoni e le sostanze di rifiuto possono passare facilmente per diffusione o tramite altri meccanismi di trasporto. Il flusso sanguigno nei capillari è molto lento: in questo sono facilitati gli scambi tra il sangue e i tessuti circostanti. 

È possibile classificare i capillari a seconda della loro struttura: continui, cioè formati da cellule endoteliali connesse l’una all’altra e una lamina basale continua, o fenestrati, quando l’endotelio presenta dei pori che permettono scambi rapidi tra i capillari e i tessuti circostanti.

A cura di Francesca Genoni

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