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Categoria: Avis News

La campagna estiva di Avis: be red, be yellow, be good

I colori dell’estate? Rosso come il sangue, giallo come il plasma!

Questa la campagna portata avanti da Avis Nazionale per questa strana estate 2020, accompagnata dall’hashtag ufficiale #escoancheperdonare, che invita i donatori e gli aspiranti donatori a fare un gesto di solidarietà prima di partire per le vacanze estive.

Anche quest’anno è stato ripreso il claim “Be red, be yellow, be good”, rivisitato alla luce dell’emergenza Covid-19, mostra ora giovani ragazzi e ragazze che indossano la mascherina, senza però perdere l’entusiasmo di compiere una scelta etica e volontaria, quale è la donazione di sangue. Mai così preziosa come in questa stagione estiva.

Come ha spiegato lo stesso presidente di AVIS Nazionale, Gianpietro Briola, infatti «l’estate è uno dei periodi dell’anno in cui, complici le vacanze, si rischiano di registrare le principali carenze nelle scorte di sangue e plasma. Per questo abbiamo voluto lanciare questa iniziativa per ribadire ancora una volta che il bisogno di sangue e plasma non va mai in vacanza».

 

Scientificamente Avis: Le malattie dermatologiche

Le malattie dermatologiche sono un insieme di patologie più o meno gravi legate alla pelle (cute), l’organo più sottile, più esteso e contemporaneamente più pesante del corpo umano. È l’organo principale dell’apparato tegumentario, deputato alla protezione del corpo dagli agenti esterni e dagli stress ambientali, al contenimento dei recettori sensoriali, coinvolto nell’escrezione e nella termoregolazione dell’organismo. Oltre alla pelle è costituito dagli annessi cutanei, tra cui peli, capelli e unghie.

La cute è formata da tre strati: l’epidermide, costituita da un tessuto epiteliale pluristratificato; il derma, costituito da tessuto connettivo; il tessuto sottocutaneo, o ipoderma, formato da tessuto connettivo in cui sono disperse abbondanti cellule adipose.

Le numerosissime malattie dermatologiche si presentano come un’ampia gamma di condizioni che colpiscono la pelle: alcune patologie molto comuni sono le dermatiti, le infezioni cutanee, le micosi, l’acne, le alterazioni pigmentarie, i tumori e le malattie autoimmuni (come la psoriasi). Normalmente si dividono in base alla causa: possono essere infatti espressione di infezioni, condizioni autoimmuni, reazioni allergiche o di azioni di agenti irritanti, infettivi e cancerogeni.

Essendo la maggior parte di queste patologie a basso indice di gravità e non infettive, in base alla loro natura, molte si curano ricorrendo semplicemente ad uno stile di vita sano e rispettoso delle comuni norme igieniche; altre richiedono trattamenti specifici o interventi chirurgici; alcune invece non possono essere curate, almeno non completamente.

Il 29 giugno si celebra la Giornata Mondiale della Sclerodermia, una rara malattia cronica autoimmune non ereditaria che causa l’ispessimento della pelle a causa di un’eccessiva attività di fibrosi (aumento della quantità di tessuto connettivo fibroso) unitamente a un malfunzionamento del microcircolo periferico. Quando si estende ai tessuti di organi interni quali polmoni, apparato digerente, cuore e reni, si parla di sclerosi sistemica progressiva.

Nella maggioranza dei casi il sintomo d’esordio è il fenomeno di Raynaud, consistente nel cambiamento di colore delle estremità del corpo (spesso dopo l’esposizione a basse temperature), che diventano dapprima pallide, poi cianotiche e infine di colore rosso, unitamente a formicolio intenso e dolore. Il pallore è dovuto alla riduzione dell’afflusso di sangue e si associa all’abbassamento della temperatura cutanea e ad un’alterata sensibilità.

Le cause della malattia sono tutt’oggi sconosciute. È stato ipotizzato un ruolo dei fattori ambientali, come l’esposizione a solventi organici e tossine, o agenti microbici che potrebbero innescarne la comparsa in soggetti geneticamente predisposti. Non esiste neppure una terapia univoca e curativa per la sclerodermia: i farmaci attualmente utilizzati sono mirati alla prevenzione o al trattamento delle complicanze d’organo della malattia. Ad oggi, l’obiettivo principale nel trattamento della sclerosi sistemica è il rallentamento della sua progressione e un parziale recupero della funzione d’organo quando questa sia stata compromessa.

 

A cura di Francesca Genoni

Scientificamente Avis: Sport e salute del sangue

Uno dei requisiti fondamentali per diventare donatore di sangue è condurre uno stile di vita salutare: naturalmente, lo sport è parte integrante di questo obiettivo. Tra gli svariati effetti benefici di una regolare attività fisica sull’organismo umano, molti sono di interesse prettamente cardiovascolare e risultano quindi estremamente rilevanti nell’ambito delle donazioni.

In primo luogo, sebbene influisca solo in minima parte sulla formazione di colesterolo, lo sport risulta decisivo in merito alla tipologia di colesterolo che si viene a formare. Il colesterolo si sposta nel sangue trasportato da particolari proteine del sangue, le lipoproteine. Le lipoproteine a bassa densità (LDL) sono correlate alla tendenza del colesterolo (detto in questo caso “cattivo”) a stratificare lungo le pareti vascolari. Le lipoproteine ad alta densità (HDL), invece, trasportano il colesterolo dai tessuti al fegato, dove viene smaltito: si parla in questo caso di colesterolo “buono”. Grazie allo sport, la quantità di colesterolo buono aumenta a svantaggio di quella di colesterolo cattivo, il che si traduce in un considerevole abbassamento del rischio di ostruzione dei vasi, quindi della pressione sanguigna e del pericolo di infarto.

Un ulteriore vantaggio è legato prevalentemente all’attività aerobica (ciclismo, corsa, nuoto, ecc.). Se praticata almeno tre volte a settimana e a intensità medio-alta, questa è in grado di ridurre le pulsazioni che il cuore deve compiere in un minuto. Questo significa che uno stile di vita del genere, a patto di essere condotto con continuità, risparmia all’organo centrale del sistema circolatorio una notevole quantità di energia e lo premia con anni in più di vita.

L’attività intensa, inoltre, è indispensabile per normalizzare i livelli di fibrinogeno e abbassare il rischio di trombosi. Il fibrinogeno è una proteina plasmatica che favorisce la coagulazione del sangue in caso di lesioni, ma se in eccesso può rendere il sangue viscoso, fino a provocare coaguli all’interno dei vasi stessi. Questo determina la formazione di un trombo, bloccando l’arrivo del sangue e quindi dell’ossigeno a un certo tessuto e inducendolo così alla necrosi. 

Quelli riportati sono solo alcuni dei formidabili effetti dell’attività fisica, ma sono sufficienti per rendersi conto di quanto essa giochi un ruolo fondamentale non solo nella salute del singolo, ma anche e soprattutto nella salute di coloro ai quali una donazione di sangue è destinata: per un donatore, prendersi cura di se stesso significa prendersi cura degli altri.

A cura di Enrico Forte

Scientificamente Avis: Vaccini sì, vaccini no

Tutto comincia con la testimonianza dello storico greco Tucidide sull’epidemia che aveva colpito Atene nel 429 a.C.: le persone guarite raramente si ammalavano una seconda volta, e mai in maniera grave. Per quanto riguarda la peste, lo stesso fenomeno era noto al tempo di Renzo e Lucia (ce lo racconta il Manzoni). Nessuno, però, era in grado di spiegarne il perché.

Lo stesso valeva anche per un’altra malattia, ancora più grave perché a differenza della peste era sempre in agguato: il vaiolo. Ne erano morti persino Faraoni dell’antico Egitto (Ramses V), re e imperatori (Luigi I di Spagna, Pietro II di Russia, Luigi XV di Francia) e chi sopravviveva avrebbe portato per tutta la vita i segni lasciati dal contagio (la regina d’Inghilterra Elisabetta I li nascondeva sotto un pesante trucco nelle apparizioni ufficiali).

Si sapeva però che i mungitori che avevano contratto il vaiolo dalle loro bestie una volta guariti non si ammalavano più della stessa malattia. Di queste conoscenze empiriche approfittò nel 1796 un medico di campagna britannico: Edward Jenner iniettò del materiale preso dalla pustola di una giovane contadina in un ragazzo di 8 anni e, alcuni mesi dopo, un campione di vaiolo umano senza che si manifestasse la malattia.

Il “perché” lo si è scoperto molti anni dopo: l’ingresso di un determinato agente patogeno provoca la produzione, da parte dell’organismo ricevente, di difese capaci di creare un’immunità più o meno durevole nel tempo. Sarebbe stato però assurdo inoculare volutamente l’agente che provoca la malattia, a meno di non trattarlo adeguatamente per renderlo innocuo, ma pur sempre riconoscibile da parte delle strutture che creano le difese. I prodotti necessari per questi trattamenti sono i vaccini.

La somministrazione di un vaccino suscita, da parte dell’organismo ricevente, una risposta simile a quella che sarebbe causata dall’infezione vera e propria ma senza che si verifichi l’insorgere della malattia. Di questo primo contatto resta però un ricordo (memoria immunologica) che consente al sistema immunitario di rispondere immediatamente in caso di successivo contatto con l’agente patogeno pienamente aggressivo. Sarebbe altrimenti necessario attendere 2-3 settimane di tempo prima che l’organismo sia in grado di riconoscerlo e di produrre una quantità di anticorpi sufficiente a contrastarlo, ed è proprio in questo intervallo di tempo che la malattia causa i danni peggiori.

Resta il problema di “come” rendere innocuo l’agente patogeno pur lasciandogli la fisionomia che consente di riconoscerlo, e questo può avvenire in diversi modi: uccidendolo o inattivandolo con il calore o utilizzando composti chimici, selezionando le componenti batteriche o virali meno pericolose con raffinate tecniche di separazione, utilizzando molecole provenienti dall’agente infettivo (non in grado di provocare la malattia ma sufficienti ad attivare le difese immunitarie dell’organismo), e più recentemente producendo un determinato antigene clonando e trattando l’agente che provoca la malattia. La scelta di quale tecnica utilizzare varia caso per caso, e da qui il problema di identificare quella più efficace quando, come nel caso del Covid-19, siamo in presenza di una malattia “nuova” (e infatti oggi i laboratori di ricerca stanno battendo strade diverse proprio per non perdere tempo, e chi riuscirà nell’intento non sarà il più bravo ma quello che avrà scelto quella giusta).

Sul tema c’è anche da tenere in considerazione un elemento del quale abbiamo parlato all’inizio, quello della “memoria immunologica”. Semplificando, è l’arco di tempo per il quale il vaccino mantiene la sua efficacia, che varia caso per caso: ad esempio, quello antitetanico richiede una prima vaccinazione, poi un richiamo, e poi resta attivo per una decina di anni, quello per il colera non va oltre i sei mesi (e questa è un’altra incognita di non poco conto nel caso del Covid-19).

Un’altra considerazione: fin dai tempi di Jenner ci sono state perplessità, o addirittura opposizioni feroci nei confronti della vaccinazione. L’ambigua ironia del poeta romanesco Giuseppe Gioacchino Belli sulle presunte conseguenze della pratica:

                                                …vedi che bell’idee da framasoni                                            

d’attaccajje pe fforza li vaglioli

pe ffajje arisvejjà ll’infantijjoli

e stroppiàcceli poi, come scroppioni!…

…vedi che bell’idea da massoni,

attaccargli per forza il vaiolo

per far loro risvegliare le convulsioni

e storpiarceli poi come scorpioni…

 

A cui risponde Renato Fucini, mettendo in bocca ad una popolana ignorante che parlando con una comare le raccomanda di non dare retta ai medici affermando:

 

…non li dia retta a questi lusurai del sangue umano…

…non dia retta a questi usurai del sangue umano…

 

Dibattito finito con l’Ottocento? Nossignori, negli stati Uniti nasce la Società contro la vaccinazione (per mantenere il corpo intatto e puro), ed è dell’altro ieri (1998) l’iniziativa dell’ex medico e chirurgo Andrew Wakefield che riuscì a pubblicare sulla prestigiosa rivista medica inglese “Lancet” un articolo in cui sosteneva la correlazione tra la somministrazione del vaccino trivalente (morbillo, parotite e rosalia) con le malattie intestinali e l’autismo.

Un dibattito che, si spera, non debba riaccendersi quando il vaccino Anti Covid sarà finalmente disponibile.

 

A cura di Giancarlo Nazari

Giornata Mondiale del Donatore, da Busto a Saronno Avis ringrazia i donatori

Un messaggio di ringraziamento a tutti i donatori con un video dei Presidenti delle AVIS afferenti ai quattro ospedali di ASST Valle Olona.

“Dona il sangue e rendi il mondo un posto piu? sano”. Con queste parole l’OMS esprime a tutti i donatori, in occasione della Giornata Mondale del Donatore di sangue – 14 giugno – il proprio riconoscimento per l’attivita? meritoria di tutti i donatori di sangue.

Nel nostro territorio, questo senso di ringraziamento si e? espresso vivamente attraverso un video, realizzato in comune accordo tra le Avis di Busto Arsizio-Valle Olona, Gallarate, Saronno e Somma Lombardo, ovvero le Avis afferenti ai quattro ospedali di ASST Valle Olona.

L’intento e? stato quello di unire le proprie forze come associazione per ringraziare tutte le donatrici ed i donatori per il loro importante gesto di solidarieta?, soprattutto in un anno particolare come questo, con un occhio di riguardo ai giovani, che rappresentano il nostro futuro, ed ai donatori che in questi mesi hanno dimostrato senso di responsabilita?, presentandosi nei Centri Trasfusionali e nelle Unita? di raccolta, garantendone la raccolta di sangue per i malati.

“Un particolare pensiero ai tantissimi giovani che ogni anno aderiscono alla nostra associazione, una grande speranza per il futuro dell’associazione ed una grande e concreta risposta per i numerosi pazienti” le parole di Marco Roncari, Presidente di Avis Busto Arsizio-Valle Olona.

“Un augurio a tutti i donatori, in un contesto difficile che ha mostrato la nostra forza, la nostra capacita? di saper essere al servizio del sistema nazionale” le parole di Paola Cozzi, Presidente di Avis Gallarate.

“Questa giornata dedicata a tutti i donatori di sangue nel mondo ci accomuna tutti, attraverso la voglia di mettere a disposizione la parte migliore di ciascuno per il bene di tutti”, le parole di Matteo Carugati, Presidente di Avis Saronno.

“Tutti noi abbiamo dovuto cambiare i nostri stili di vita a causa del coronavirus, ma non i malati, che necessitano sempre del nostro sangue per vivere. Un sentito ringraziamento a tutti i donatori per aver mantenuto vivo e costante l’attivita? trasfusionale anche in periodo di lockdown”, le parole di Ivan Zingaro, Presidente di Avis Somma Lombardo.

Un messaggio di speranza delle quattro AVIS per dire un semplice e sincero GRAZIE.

 

 

Gli eventi della Giornata Mondiale del Donatore (online)

Mancano solo tre giorni al 14 giugno, la festa più importante per i donatori di sangue. Si festeggia infatti la Giornata Mondiale del Donatore di sangue, un evento che di solito porta i donatori a ritrovarsi in una città del mondo, scelta di anno in anno, per festeggiare e sensibilizzare tramite campagne ad hoc sull’importanza del dono. Quest’anno, causa pandemia, il ritrovo non è permesso. Ma la tecnologia ci fornisce comunque un modo per sentirci uniti.

L’Italia in particolare, sarebbe dovuta essere la città-centro dell’evento, con un tema molto scenico, fil rouge. Per fortuna tutti gli eventi ideati e preparati torneranno utili l’anno prossimo, per la Giornata Mondiale del Donatore 2021.

Quest’anno l’OMS ha invece lanciato la campagna “Give blood and make the world a healthier place” (in italiano “Dona il sangue e rendi il mondo un posto più sano” per riconoscere lo straordinario contributo che il mondo del volontariato ha fornito e sta fornendo, a cui possiamo ricollegare anche la campagna lanciata dal Consiglio Nazionale dei Giovani, nelle parole di Dennis Cova: “Donare il sangue significa non solo far bene agli altri, ma anche tutelare la propria salute, visti i continui esami a cui ci si deve sottoporre”

 

Anche Avis Nazionale, naturalmente, ha organizzato diverse iniziative per festeggiare questa importante giornata anche a distanza.

Ed ecco che ieri, mercoledì 10 giugno, è andata online la ricetta dello chef Stefano Barbato, del suo dolce a tema #rossosangue. Trovate il video qui:

Inoltre, a partire dalle 11 di oggi giovedì 11 giugno sarà possibile effettuare la registrazione alla piattaforma MYmovies.it (per info www.avis.it) per “prenotare” uno dei 1000 posti a disposizione nella sala virtuale dove assistere, domenica 14 giugno alle ore 20:00, al film “La famiglia Belier”. Fino esaurimento posti.

Venerdì 12 giugno alle ore 18:00 è in programma “Il ruolo del volontariato per il rilancio globale”, il primo di una serie di webinar promossi da AVIS Nazionale. Si può seguire liberamente sulla pagina Facebook di AVIS Nazionale o sul canale Youtube.

Sabato 13 giugno alle ore 12:00 il presidente di AVIS Nazionale, Gianpietro Briola, invierà un video messaggio di ringraziamento ai donatori in vista del 14 giugno.

Domenica 14 giugno alle ore 10:00 sul sito di AVIS Nazionale verrà pubblicato un video con le testimonianze che i donatori di ogni Paese del mondo hanno voluto inviare per spiegare cosa significhi per loro questa data e quanto importante sia stata la scelta di donare il sangue. Voci e volti che si alterneranno in un continuo “Fil Rouge”.

Scientificamente Avis: L’impatto dell’inquinamento sulla salute

Oggi è la Giornata Mondiale degli Oceani, mentre gli scorsi mercoledì e venerdì sono stati rispettivamente la Giornata Mondiale della Bicicletta e la Giornata Mondiale dell’Ambiente. Un tema sempre più presente nei discorsi globali e sempre più preoccupante, poiché l’inquinamento e il conseguente deterioramento del nostro Pianeta causano ogni anno un incalcolabile danno, oggi non più così tanto invisibile.

Noi, in quanto Avis, vorrebbero soffermarci sui numerosi rischi dell’inquinamento atmosferico e dello smog per la nostra salute, consapevoli che questo purtroppo costituisce solo una minima parte delle conseguenze in cui incorriamo continuando con il nostro non sostenibile stile di vita. Vi invitiamo perciò ad approfondire sul tema sui vari portali dedicati.

In generale, in tutto il mondo, nove persone su dieci respirano comunemente aria inquinata, causando un numero come 7 milioni di morti ogni anno dovute a patologie sviluppatosi per lo smog. Uno dei composti più nocivi per la salute è l’anidride solforosa, o biossido di zolfo, molto presente nelle attività industriali e nelle centrali elettriche a carbone, petrolio e gas; vi è poi il biossido di azoto derivante dai processi di combustione di automobili, camion, autobus e industrie pesanti; l’ozono, che ha un effetto protettivo nella stratosfera, poiché trattiene e assorbe parte dell’energia solare, è invece nocivo a livello del suolo, quando viene prodotto da reazioni chimiche catalizzate dalla luce solare; infine, vi è il particolato, ossia un insieme di composti sospesi nell’aria, e i metalli pesanti (piombo, mercurio, arsenico) prodotti dalle industrie siderurgiche.

L’impatto più immediato e evidente è sicuramente sul sistema respiratorio. L’esposizione a inquinanti interferisce con lo sviluppo dei polmoni durante l’infanzia, ma crea problemi anche durante l’età adulta, creando difficoltà respiratorie, asma, insorgenza di broncopneumopatia cronica, fino al carcinoma polmonare.

Anche per il sistema cardiocircolatorio l’esposizione agli inquinanti porta a gravi complicazioni: arteriosclerosi, anomalie nella pressione sanguigna, infarto, aritmie e ischemie. Gli agenti inquinanti possono favorire l’accumulo di placche nelle arterie, scatenando così un attacco cardiaco.

L’inquinamento ha poi incidenza anche sul metabolismo, favorendo una maggior concentrazione di zuccheri, amminoacidi, acidi grassi e lipidi nel sangue e favorendo l’insorgenza di diabete (l’inquinamento contribuirebbe addirittura al 14% circa di tutti i casi di diabete).

Infine, per quanto riguarda il sistema nervoso, secondo alcuni studi, l’aria inquinata favorisce e accelera malattie come l’Alzheimer e altri tipi di demenze, anche se per il momento si parla di statistiche e non di dati certi.

Seppur esiste una regolamentazione in materia di inquinamento, esse non sono abbastanza significative da poter fare una concreta differenza. Per questo motivo, risultano di vitale importanza tutte quelle campagne volte a chiedere maggiori provvedimenti da parte della legislazione, soprattutto europea e globale.

 

A cura di Alessia Castiglioni

Fonte: wired.it

31 maggio, Giornata Mondiale contro il tabacco

Ieri, 31 maggio, abbiamo promosso nel nostro piccolo la Giornata Mondiale senza Tabacco, una giornata importante durante cui l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha invitato tutti i giovani a unirsi per diventare una generazione senza tabacco, incentrando il tema della giornata proprio sull’argomento “Tabacco e tattiche dell’industria per attirare le giovani generazioni”.

Nel video qui sotto, preso dalla Pagina ufficiale dell’OMS, le immagini trasmesse parlano da sé: il tabacco ogni anno causa più di 8 milioni di morti, perciò l’industria è costretta a ricercare nelle nuove generazioni i suoi futuri consumatori, e lo fa veicolando talvolta silenziosamente talvolta più evidentemente messaggi attraverso mass media e prodotti culturali.

World No Tobacco Day 2020

It's World No Tobacco Day! ????Tobacco products kill over 8 million people every year. The industry is targeting youth to replace the ones that their products are killing to maintain revenue ???? ????.Smokers are also more likely to have a severe case of COVID-19.It’s time to speak out and get tobacco exposed!

Pubblicato da World Health Organization (WHO) su Sabato 30 maggio 2020

 

Pubblicità, influencer, film e serie tv, il posizionamento stesso di alcuni prodotti come sigarette elettroniche, facendole passare come una scelta più salutare, all’interno di festival o eventi notoriamente frequentati da giovani, spesso passano inosservati eppure finiscono per creare un immaginario in cui il tabacco continua ad esistere.

 

                                  

 

I dati li conosciamo. Il tabacco è responsabile del 25% di tutti i decessi per cancro a livello globale, aumenta il rischio di malattie cardiovascolari e polmonari, 1 milione di persone muoiono ogni anno per esposizione a fumo passivo, e durante l’attuale pandemia, già i primi studi hanno mostrato un rischio di malattia Covid-19 più severa tra i fumatori.

 

What do you know about the tobacco industry?

What do you know about the tobacco industry?Smokers are more likely to have a severe case of COVID-19.

Pubblicato da World Health Organization (WHO) su Venerdì 29 maggio 2020

 

Noi, come Avis, da sempre promuoviamo scelte di vita sane. Per questo non possiamo non appoggiare l’idea di un mondo senza tabacco per le nuove generazioni.

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