Posta prioritaria per Babbo Natale
La sottosezione Avis di Olgiate Olona in collaborazione con la Scuola Primaria Montessori di Castellanza ha organizzato, a dicembre, il tradizionale evento natalizio che coinvolge i più piccoli nel lancio delle letterine destinate a Babbo Natale.
Quest’anno l’evento, anzichè tenersi in Piazza, è stato tenuto nel giardino della scuola, coinvolgendo i ragazzi delle classi 1°, 2° e 3° che a turno sono uscite per lanciare le loro letterine in cielo.
Un momento di spensieratezza tra i banchi – distanziati – di scuola.
Gli auguri del Presidente di Avis Nazionale per il 2021
Riportiamo di seguito gli auguri e le parole del Presidente di Avis Nazionale, Gianpietro Briola.
“Se c’è una cosa che la pandemia non è riuscita a fermare è stata la solidarietà. Ed è proprio da qui, da un “Grazie” rivolto a tutti i donatori, che il presidente di AVIS Nazionale, Gianpietro Briola, è voluto partire nel suo messaggio di auguri per il nuovo anno.
Un video in cui Briola ha ribadito ancora una volta quanto i sentimenti di cittadinanza attiva e sostegno alle persone in difficoltà si siano confermati i valori che «hanno ispirato tutti noi. Nessun paziente è rimasto senza terapie salvavita. Gli ospedali, pur stravolgendo le proprie attività di routine, hanno potuto contare su scorte di sangue adeguate alle trasfusioni per i pazienti cronici e interventi d’urgenza».
Dopo aver ricordato chi non c’è più e chi, in emergenza, ha fatto la propria parte anche per donare il plasma iperimmune, il presidente ha rivendicato come il nostro «essere volontari sia uscito rafforzato nonostante l’emergenza sanitaria. Un’emergenza che ci ha impedito di vivere la Giornata mondiale del donatore come avremmo voluto, ma che possiamo ancora fare il prossimo 14 giugno».
Per tutto questo Briola ha poi rivolto una serie di “grazie” ai volontari avisini sottolineando come «il 2021 dovrà essere l’anno della rinascita e della ripresa per ciascuno di noi».”
(Fonte: Avis Nazionale)
“The Surgeon’s Cut”: un viaggio nel mondo della chirurgia
Un medico fetale, un neurochirurgo, una specialista in chirurgia dei trapianti e un cardiochirurgo: sono questi i quattro protagonisti di “The Surgeon’s Cut”, nota in Italia come “Geni della chirurgia”, la nuova docu-serie disponibile da dicembre su Netflix e prodotta da BBC Studios. In pochi ma intensi episodi sono raccontate le storie e le vite di quattro famosi e talentuosi chirurghi, tutti pionieri nel loro specifico campo.
Anche se una serie che affronta il tema della chirurgia potrebbe non appassionare i più, apparire troppo delicato o sembrare di difficile trattazione, è bene darle una chance a prescindere dalle proprie conoscenze e reali interessi: scene di interviste, in cui gli stessi chirurghi si raccontano in prima persona, si alternano ad altre di vita privata e ad altre ancora davvero sensazionali, oltre che non censurate, di interventi in sala operatoria. Lo stesso James Van der Pool di BBC Studios l’ha definita “una visione profondamente toccante della chirurgia nel 21° secolo”: nulla di più vero, considerato che dopo altri documentari di successo dello stesso genere (Lenox Hill, rilasciata sempre da Netflix a giugno), la serie esce in un delicato momento storico in cui l’attenzione per la scienza e la medicina ha raggiunto livelli inimmaginabili.
Il primo episodio, “Vite salvate prime della nascita”, fornisce tra l’altro interessanti spunti di riflessione sul ruolo del sangue nella pratica clinica, che possono incuriosire anche un comune donatore di sangue (Attenzione: seguono spoiler).
Protagonista è il dottor Kypros Nicolades, medico di origine greco-cipriota, professore al King’s College di Londra. Con i suoi studi e scoperte ha rivoluzionato negli ultimi trent’anni il campo della medicina fetale, sviluppando innovativi metodi di screening prenatali e di terapia fetale per complicazioni come la sindrome da trasfusione feto-fetale (FFTS). Questa situazione anomala si presenta quando feti che condividono la stessa placenta, l’annesso embrionale che permette lo scambio di sostanze nutritive e l’eliminazione di sostanze di scarto grazie ai vasi sanguigni che percorrono il cordone ombelicale, ricevono quantità ineguali di sangue: un gemello ne riceve troppo, l’altro troppo poco, compromettendo le funzionalità cardiache di entrambi. Infatti, ricevendo poco sangue, è impedita la normale crescita del feto che quindi risulterà più “piccolo” del normale; ricevendone troppo, al contrario, il cuore non sarà in grado di “pompare” tutto il sangue ricevuto. Il dottor Nicolades è quindi ripreso mentre interviene su una futura madre (sveglia e cosciente durante l’operazione) inserendole direttamente nella pancia una sonda in grado di emettere un laser che chiuderà i punti di congiunzione dei vasi sanguigni del feto donatore e del feto ricevente: in questo modo il sangue seguirà il giusto percorso e si distribuirà ugualmente nei due gemelli. Quasi sempre, però, il feto che era stato precedentemente privato di sangue muore poco dopo l’operazione. L’altro ha più possibilità di sopravvivere ma non è esente da ogni rischio: la morte del gemello può infatti provocare un’emorragia tale da rendere necessaria una trasfusione di sangue inserendo l’ago direttamente nel suo cuore.
Gli episodi successivi propongono le storie di due medici americani: il neurochirurgo Alfredo Quinones-Hinojosa e la dottoressa Nancy Ascher, specialista in chirurgia dei trapianti e la prima donna ad aver eseguito un trapianto di fegato. L’ultimo racconta invece l’esperienza del dottor Devi Shetty, cardiochirurgo e fondatore di uno dei più grandi centri medici del mondo in India.
(A cura di Francesca Genoni)
I donatori del mese di dicembre
Come sempre, il nostro grazie.
Vaccini anti-COVID: il punto della situazione
Il 9 novembre 2020 l’azienda farmaceutica statunitense Pfizer Inc., in collaborazione con l’azienda tedesca di biotecnologia e biofarmaceutica BioNTech, ha annunciato la scoperta di un vaccino per la malattia COVID-19, con un’efficacia sul 95% dei casi testati. 9.750 dosi di Cominarty (questo il nome commerciale del vaccino) o BNT162b2 (nome usato durante la sperimentazione) sono giunte in Italia per la prima somministrazione trasmessa in diretta nazionale dall’ospedale Spallanzani di Roma, cui seguiranno 470mila dosi di siero ogni settimana per raggiungere una copertura di 26,92 milioni di dosi.
Quello di Pfizer-BioNTech non è però l’unico vaccino applaudito dall’Unione Europea: un’altra azienda statunitense, Moderna, attiva nell’ambito della ricerca e dello sviluppo di farmaci basati sull’RNA messaggero (mRNA), il 16 novembre ha comunicato la scoperta di un vaccino a RNA, rinominato mRNA-1273, per far fronte alla pandemia: l’efficacia sperimentata è del 94,5%, lo 0,5% in meno rispetto a quello di Pfizer. Il vaccino di Moderna, approvato negli Stati Uniti e in Gran Bretagna, non è ancora stato approvato dall’UE, ma lo sarà entro i primi giorni di gennaio.
Anche AstraZeneca, azienda globale biofarmaceutica britannica, ha dichiarato lo sviluppo del vaccino ChAdOx1 efficace al 95% capace di eliminare il 100% dei sintomi gravi. La formula brevettata a Oxford deve ancora ricevere il via libera all’inoculazione: al momento l’Unione Europea ha opzionato 400 milioni di dosi, ma la sua eventuale approvazione consentirebbe di vaccinare 13 milioni di italiani entro marzo considerando anche gli altri lotti in arrivo. In Gran Bretagna la somministrazione di AstraZeneca dovrebbe cominciare già dal 4 gennaio, mentre è improbabile che l’UE ne dia il via libera entro lo stesso mese.
Altri vaccini (Johnson&Johnson, Sanofi, CureVac) non sono ancora stati presentati, ma dovrebbero rientrare nelle 202,573 milioni di dosi previste per il nostro Paese.
Chiaramente esistono alcune differenze fra i vaccini. Oltre alla loro composizione, una di queste risiede nello stato di conservazione: il vaccino Pfizer ha bisogno di essere conservato a -94 gradi Farehneit secondo la scala termometrica americana, quindi -70 gradi Celsius; quello di Moderna resta stabile a una temperatura che varia tra i 2 e gli 8 gradi Celsius fino a 30 giorni, che diventano -20 gradi se tenuto nel congelatore per sei mesi. Il vaccino di Oxford risulta il più vantaggioso da questo punto di vista, perché richiede condizioni di refrigerazione tra i 2 e gli 8 gradi centigradi, temperature che consentirebbero di conservarlo in un comune frigorifero. Differenze esistono anche nei costi: ogni dose di Pfizer costa circa venti dollari, quelle di Moderna fino a 25 dollari. Solo AstraZeneca ha mantenuto un costo esiguo pari a quello di produzione: 2,8 dollari, quasi un decimo del prezzo di mercato dei concorrenti.
Se la notizia di più vaccini efficaci contro il Coronavirus ha suscitato da una parte un generale ma cauto ottimismo, dall’altra ha acceso le consuete polemiche sugli effetti collaterali che queste cure potrebbero provocare, mettendone in discussione la reale serietà e affidabilità. Moderna e Pfizer hanno riconosciuto che i loro vaccini potrebbero indurre effetti simili ai sintomi associati alla malattia COVID-19, assicurando però che in fase di sperimentazione tali effetti non sono stati pericolosi, ma di lieve entità e di breve durata. Per questo motivo Cominarty ha cominciato ad essere somministrato in Italia già dal 27 dicembre, data che resterà per sempre iconica: il V-Day (Vaccine Day), nome che ricorda lo storico sbarco in Normandia degli Alleati che ribaltò le sorti della Seconda Guerra Mondiale, è il giorno che ha inaugurato l’inizio della campagna vaccinale in Italia.
“Oggi l’Italia si risveglia. È il #VaccineDay. Questa data ci rimarrà per sempre impressa. Partiamo dagli operatori sanitari e dalle fasce più fragili per poi estendere a tutta la popolazione la possibilità di conseguire l’immunità e sconfiggere definitivamente questo virus” ha scritto il Premier Giuseppe Conte sul suo account Twitter.
È infatti noto che in Italia le prime dosi siano state riservate alle categorie più a rischio, quindi sanitari e soggetti anziani e fragili. Molti altri dettagli sono ancora in fase di definizione, ad esempio l’eventuale obbligatorietà del vaccino. In questo senso, il presidente di AVIS Nazionale Gianpietro Briola ha inviato una lettera al Ministro della salute Roberto Speranza per chiedere che anche i donatori di sangue vengano inseriti tra le categorie destinatarie delle prime dosi a disposizione del vaccino anti-COVID. È da intendersi che vaccinarsi (così come il non farlo) è un diritto ma talvolta anche un dovere, consci del fatto che quando in gioco c’è la salute, qualsiasi scelta può ledere o salvare la vita propria e altrui.
DONARE, Dicembre 2020
Il numero di dicembre del nostro DONARE, scaricabile al link qui sotto.
Ricordando le feste 2019
Quest’anno, lo sappiamo, i festeggiamenti saranno un po’ diversi per tutti.
Nell’augurarci di poter recuperare al più presto tutte le iniziative interrotte nel corso di questo ultimo anno, ricordiamo invece i momenti di gioia passati.
In foto i festeggiamenti natalizi del 2019 a Solbiate Olona.



Le benemerenze 2020
Pubblichiamo di seguito l’elenco dei premiati di questo anno 2020, ringraziando ancora una volta tutti i donatori per il sostegno dato in questo difficile anno.
Un piccolo simbolo per ringraziare un piccolo gesto dal valore grande.
Cogliamo l’occasione per ricordare che la benemerenza è ritirabile presso la nostra Segreteria Avis, previo appuntamento.
Grazie.
GEMMA DI DIAMANTE (120 donazioni)
CAVALLO COSIMO; PIGNI GIOVANNI; PIZZOLOTTO PIERALBERTO; TURRI MARIO; VARSALONA ANGELO; ZAFFARONI ETTORE; ZERBONI CARLO
GEMMA DI SMERALDO (100 donazioni)
BANDERA GIUSEPPE; COLOMBO MAURO; COLONNA GIUSEPPE; MARA PIERANGELO; PICONE VALTER
GEMMA DI RUBINO (75 donazioni)
ALBANI TIZIANO; BIENATI CARLO; BIGHINATI MAURIZIO; CALDERARO DOMENICO ANTONIO; COPPINI ANGELO; DALLE FRATTE CARLO; DELL’ACQUA FRANCESCO; GAMBARO DANIELE; GIUDICI MONICA; LAMPERTI GIOVANNI; LAOMEDONTE MAURIZIO; MANNI VALTER; MARTINELLI CRISTINA; NICODEMO GIUSEPPE; PETTINATO SAMUELE; POZZI GIOVANNI ADOLFO; QUINTIERI FRANCESCO; RIVOLTA ALDO; ROMANO ALBERTO; SILVESTRI ANDREA; SPADOTTO IVANO; TARIBELLO CLAUDIO
DISTINTIVO D’ORO (50 donazioni)
ALABARDI CRISTINA; ALBE’ GABRIELE; ALGERI ALESSANDRA; AMENDOLARA PASQUALE; BANDERA GIANNI; BARBAGLIA LUCA; BARILE SIMONA; BENVEGNU’ SAMUELE; BERIO ALESSANDRO; BIANCHI SABRINA; CANAVESI BARBARA; CARLOMAGNO IVAN; CASON AGNESE; CASTIGLIONI MARCO; CELORA MARINA; CHIARAMONTE GIUSEPPE; CLOZZA FILIPPO; COLOMBO ANDREA; CORSINI LORENZO; COZZI ANDREA; COZZI DANIELA; COZZI SABRINA MARIA; CRIVELLI CRISTINA; DE BERNARDI ALBERTO; DILIBERTO MARCO; DONZELLI ANNA; FABBRETTI IVANA; FAZIO LUCA; FIASCONE VALERIA; FIGINI ROSSANA; FRESU ROBERTO; GALLEAZZI MAURO; GALLO ORAZIO ISACCO; GHEZZI MARCO; INGRASSIA CALOGERO; LA TERRA GIUSEPPE; LAMPERTI SIMONA VERONICA; LENTINI GIUSEPPE; LORANDI LORENZO; LUALDI MASSIMO; LUALDI MAURO; MAINO TOMMASO; MARANGONI ANDREA; MARTUCCI SIMONA; MASSA VINCENZO; MONETA STEFANIA; MONFRINI LUCA; MONTANI ROBERTO; MONZIO COMPAGNONI DANIELE; MURATORE DOMENICO; NALLIN ANITA; NANNINI MASSIMO; NOVELLO LUCA; PAGANI ALESSANDRO; PASQUAZZO WALTER; PATRIARCA ARIANNA; PAVESI EMANUELE; PEDRETTI DANIELA; PELLEGATTA FABIO; PERUSIN DAVIDE; PIETRAFITTA GIUSEPPE; PRANDONI CARLO LUIGI; PROVASIO ANDREA; PUSCEDDU GIANLUCA; QUERO ANTONIO; RABOLINI PAOLA; RANGONE VALENTINA; RAPIZZI GIORGIO; RAVETTA BRUNO; RITUCCI M. CARMELA; RONZI GIORGIO; ROVEDA LAURA; ROVERSI GIUSEPPE; SANGALETTI GRAZIELLA; SCHIAPARELLI M. ALESSANDRA; SESSA ELISABETTA; SIVIERO ROBERTA; SOLINAS MARTA; TOSI ROBERTA; TRAVAINI ROBERTO; TREZZI MARCO; TUVINELLI ROBERTO; VIGNATI ANDREA; VITALINI CESARINA; ZANFORLIN MICHELE STEFANO; ZANZOTTERA JASNA PAOLA
DISTINTIVO DI ARGENTO DORATO (36 donazioni)
AIROLDI ANDREA; ALFANO ALESSIA; ALOISI ALESSIO; ANANIA LETIZIA; ANDREOLI STEFANO; ANGELERI ELENA; ARESI MATTIA; ASPESI LAURA; AVELLI FABIO; BAROFFIO MARCO; BASTONI VALERIA; BATTELLI CLAUDIO; BELARDI OLIVIERO; BELFORTINI MANUELA CARLA; BELLOTTI IVAN; BERINI RAFFAELLO; BONFIGLIO DAVIDE ANTONIO; BONIZZONI GISELLA; BOSSI EMANUELE; BRENTARO DEBORAH; BROGGINI ANGELA; CARACCIOLO DIEGO; CARPAGNANO RAFFAELE; CARPINO ANDREA; CARUGO ALESSANDRO; CASAROTTO UMBERTO; CASTAGNA STEFANO ; CATTANEO DARIO; CAU ANDREA; CERATTO EDGARDO; MARTIN CHIAPPARINI DAVIDE; CHIAPPE GIOVANNI; CHIARI SILVIA; COLOGNESI ALBERTO; COLOMBO MARCO; COMORETTO GAIA; CONSULICH FEDERICO; CORDISCO MARIA TERESA; CORSO MARCO; COZZI SIMONA MARIA; CREA PATRIZIA; CRESPI SIMONE; CUPPARI DANILO; DALLA DEA ELEONORA; DE LORENZI ALESSANDRO; DE SANTIS PIETRO; DELL’AVO GABRIELE; DEPAOLI MASSIMILIANO; DI FEDERICO ELVIRA; DI LASCIO FRANCESCO; DI LAURO GABRIELE; DI PALMA BOTTINI; DIANI LUCA; DONZELLI PAOLO; EL HALLAOUI AHMED; FERIOLI DARIO; FUCCILLO GIOVANNI; GABRIELI GIANLUCA; GALLAZZI STEFANO; GALLI GIULIANA; GALLI PAOLO; GALLO GIACOMO; GATTI FRANCESCO; GENONI MATTIA; GILARDONI ATTILIO MARIO; GIROLA ANDREA; GIUDICI CLAUDIO; GIUDICI MARCO; GODANO LUCA; GRASSELLI MARIA CRISTINA; GRECO DANIELA; GUSSONI STEFANO; INCORVAIA DANIELE; INGRASSIA AGOSTINO; LANA ALESSIO; LANDONI LAURA MARIA; LANDONI LEONARDO; LARDO ANDREA; LAVAZZA MAURIZIO; LUONI ANDREA; MACALUSO SALVATORE; MACCHI DAVIDE; MAESTRONI ALESSIO; MAGISTRO LUCA; MAGNANI MARCO; MAININI STEFANO; MALTAGLIATI FRANCESCA; MAMBRIN SAMUELE; MARANI ALESSANDRO; MARINO ELISABETTA; MARTINES MARCO; MAZZEO ANDREA; MICELI FRANCESCANTONIO; MILANI ANDREA; MILANI MONICA ENRICA; MILLETARI’ EMANUELE; MINARDI ROBERTO; MISCHIATTI MONIA; MONDINI MIRKO; MONTALBANO BENITO; MONTALBETTI ANDREA; MONTE MARCELLO; NARDA ILENIA; NAZZARRO ROSANNA; NOVARRO GIOVANNI; ODDO MARCO; OREFICE EDUARDO; ORLANDIN ANDREA; PALATRESI MATTIA; PARDO EMANUELE; PARZIALE SANDRO; PEZZIN LUCA; PICA TIZIANO; PIGNI MARIA GIOVANNA; PROTTI ALESSANDRO; PROVERBIO ERMELINDA; RE FRASCHINI GIANPAOLO; REDOLFI GIACOMO; ROGORA LUCA; ROGORA SIMONA; ROTA MARIAVITTORIA; ROTELLINI ANGELA; SALMOIRAGHI PAOLO; SANTANGELO STEFANIA; SANTORO GIOVANNI; SAPORITI ANDREA; SCANDROGLIO LARA; SCOTTI MASSIMILIANO; SERRI BARBARA; STEFANETTI PAOLO; TALLARICO LUIGI; TERRENGHI FRANCESCA; TOMANIN DAVIDE; TOMASI MIRKO; TOVAGLIERI MARCO; VALLONE ANTONIO; VANTAGGIO NADIA; VENEGONI DANILO MAURO; VIGNATI ALESSANDRO; ZAFFARONI DANIELE; ZANELLA IGOR; ZOCCHI MONICA; ZURLO ANTONELLA
DISTINTIVO D’ARGENTO (16 donazioni)
AGRELLO MARTINA; ALEMANI ANDREA; ALLIEVI TOMMASO; AMATO BRUNO; ANGIOLINI ALESSANDRO; ARENARE TOMMASO; ARMIRAGLIO CHIARA; ARNESE ALESSANDRO; ARRIGOTTI SARA; ASTA MARCO; BANDERA ANDREA; BANFI CHIARA; BARATELLI DARIO; BARATELLI FEDERICO; BARBAZZA LAURA; BARLOCCO MARCO; BATTAGLIA STEFANIA; BELLATI ALESSANDRO PRIMO; BERGAMASCHI ALESSIA; BESANA ILARIA; BIANCHI CHIARA ANGELA; BIANCHI DAVIDE; BOECHER VERENA; BONANDI VALENTINA; BONSIGNORE MATTEO; BORDIGNON ENRICO; BORRIERO RICCARDO; BRAGAGNOLO LUCA; CACCIATORE SIMONA; CAMPANELLA ILARIA; CANOSSA LETIZIA; CAPPELLA GABRIELE; CARABELLI AMBRA; CARBISIERO LUCA; CAROLI GRAZIANO; CARRARO GIORGIA; CASSARA’ ANDREA; CASTIGLIONI STEFANO; CATANIA GIUSEPPE; CAVALLARO COSIMO; CAVICCHIOLI MATTEO; CERIANI TOMMASO; CERNA PALACIOS YURI; CERSOSIMO GRECO LUIGI; CLERICI MARCO; COLOGNESI MATTEO; COLOMBO ALICE; COLOMBO FRANCESCA; COLOMBO GABRIELE; COLOMBO NICOLETTA; COLOMBO STEFANIA; CONIGLIARO CARLO; COSMAI FRANCESCA; COTTU LARA; COZZOLINO MADDALENA; CRESPI ERIKA; CRESPI MARTINA; CRESPI NICOLA; CRESPI ROBERTO; CRESPI STEFANO; CRUDO YLENIA; DALLA TEZZA ANDREA; DAROUICHE ABDELMAJID; DE BERNARDI LORENZO; DE BORTOLI FRANCO; DEL SORDO DANIELE; DELLE CURTI CLAUDIA; DI PALMA GIULIA; DIPASQUALE GIUSEPPE; FERRARI STEFANO; FERRARIO FRANCESCO; FERRAZZI MATTEO; FERRETTO JESSICA; FERRIGNO CHIARA; FILIPPINI ALESSANDRO; FLAGELLA GIOVANNI; FORNARA GIULIA; FOSSA FEDERICA; FRATI DINO; FRIGO FEDERICO; FUMAGALLI FEDERICA; GALLAZZI LORETTA; GALLAZZI MARCO; GALLAZZI RICCARDO; GALLAZZI VALENTINA LUCIA; GALLI GIOVANNI; GALLO ROBERTO LUIGI; GARAU GIOVANNI; GENIVOLTA SILVIO; GIBIN ANDREA; GIOVANNINI IGOR; GORLETTA EMANUELA; GRAZIANI MARCO; GRAZIANO SANDRO; GUSSONI DAVIDE; IPPOLITO GIUSEPPINA; LA PAGLIA ELEONORA; LEUCHI SABRINA; LEUZZI ALFIO; LIARDO STEFANIA; LOBOSCO FRANCESCO; LOFRANO MARIA CARMELA; LONGO SILVANA; LUALDI ALESSANDRA; MACCHI VERONICA; MACHEDA CHIARA; MAGGIO DANIEL; MAININI MARTINA; MANARI BENEDETTA; MANDORINO ANTIMO MANUZZATO MARTINA; MARCHETTO SIMONA; MARGHELLA DAVIDE; MARIN PAOLA; MARTORELLA MICHELA; MASCANZONI GIOVANNI LUCA; MASCHERONI DANIELE; MASSIRONI MARCO; MASTRI KARINA; MAZZA STEFANO; MENEGHINI ANDREA; MEROLA MARIANGELA; MILANI BARBARA RAFFAELLA; MILLEFANTI GIORGIA; MONA NICCOLO’; MOROSI ALESSIA; MOSCATELLI MARCO; NEBULONI MARIO; NICOLINI MARCO; PASCARIELLO ANDREA; PASSINI CAMILLA; PELLA OLIMPIO; PERONI STEFANO; PINATO GIANLUCA; POLLINO SAULA; POZZI FABIO; PROCOPIO SANTO ALFREDO; QUARANTA PIETRO; QUINTO IRENE; RAGAZZONI FEDERICA; RAMPININI PIETRO; RAMPININI SAMANTHA; RAVASIO SERGIO; RE CALEGARI ROSSANA; REGUZZONI MIRKO; RESMINI EMILIANO; RIGOLA LUIGI MARIA; RIGON BRUNO; RIMOLDI SOFIA; ROBI BARBARA; ROBLES LEDESMA CAROLINA; ROGORA CRISTIAN; SENZIANI LETIZIA; SITTON ALESSANDRA; SOMMARUGA DAVIDE; SONNINO ELISA LIDIA; SPAGNOLO SARA; TANCHIS ALESSANDRO; TARALLO CRISTINA; TATANI MUHAMET; TAVARONE MAURIZIO; TINELLI MATTEO; TOLOMELLI CHIARA; TORNAMBE’ ANGELICA; TORRETTA MATTEO; TOSATTI MARZIA; TRAPANI ALESSANDRA; TRITTO AURORA; TROTTI GIULIA; TROTTI PAOLO; TURNO ANNAMARIA; VALENTE GIORGIA; VENNERI ROBERTA; VILLANO ANGELO; VINCIS ROBERTA; VIRARDI RICCARDO; ZAMMARANO GIUSEPPE; ZANELLA MATTEO; ZOCCHI MARCO; ZORZI FEDERICO
RAME (8 donazioni)
ACQUATI THOMAS; ALBERO RAFFAELE; ALCARO ANTONIO; ALLEGRATI MARCO; ALLIANI BARBARA; ALMASIO MARTINA; AMATO CARMELO; AMORE UGO GIORGIO; ANDOLFATTO PAOLO; ANGELETTI MARCO; ARU GIAMPAOLO; BANFI CHRISTIAN; BARAZZUTTI GIORGIO; BARBERA THOMAS; BARELLA DAVIDE; BARILLA LUDOVICA; BAZAN GUAIGUA MARIANGELA; BEDANI CAMILLA; BERLINGO’ LUCA; BERNARDINIS GLAUCO; BESNATI CAMILLA; BIGONZI ELENA; BIZZARI MASSIMO; BONINI RACHELE; ALICE MATILDE; BOSSI DANIELE; BOTTIGELLI CHRISTIAN; BOTTINI ERIC; BRANCA ALESSIA; BRESOLIN EDOARDO; BRIGHENTI GIULIA; CAIRO FABIO; CALERO CHILUIZA NORMA ROCIO; CAMBARERI ROSSELLA; CAMPOBELLO GIULIA; CAMPOCCIA MARCO; CAPISANI BEATRICE; CARDONE ARMANDO; CAROLI ANNALISA; CASADEI MONICA; CASTIGLIONI VALERIA; CECCHIN MIRKO; CIANFLONE FLORA; CIMINO JENNIFER; COLOMBO AURORA; COLOMBO CHRISTIAN; COLOMBO CLARA; COLOMBO FEDERICA; COLOMBO GIACOMO PAOLO; COLOMBO MAURIZIO; COLOMBO SARA LUISA; COLOMBO SIBILIA MATTEO; COLZANI ALBERTO; CONSELMO ALICE; CORBETTA LETIZIA; CORBETTA LUCIA; COSCA ANGELA; COZZA DAVIDE; COZZI ELISA; CROMI ROBERTA; CUOMO ANNA MARTA; D’ITALIA GIULIA; DACCO’ DANIELA; DE FABRITIIS DANIELE; DE MARCO ALESSANDRO; DE PICCOLI LORENZO; DE STEFANO SARA; DELLE CURTI ERICA; DI FIORE MASSIMILIANO; DI GENNARO GRAZIANO; DI IORIO GENNARO; DI LASCIO GIUSEPPE; DI MARCO ANDREA; DI MARTINO GIUSEPPE; DISSEGNA VERA; ENEA ISABELLA; EVANGELISTA ROCCO; FABRIS ELENA; FACCHETTI ALESSANDRO; FAGNANI MADDALENA; FARINANGO CAIZA ANDREA LIZETH; FEOLA FABIO; FERIOLI CAMILLA; FERIOLI LUIGI; FERRARI ANTONIO; FERRARIO MARCO; FERRARO ALESSANDRO; FILIPPERI CRISTINA; FLORIO ALICE; FRESTA DARIO; FRONTINI NICOLO’; FURLANETTO RICCARDO; GALATI ALESSANDRO; GALLAZZI CAROLINA; GALLAZZI RICCARDO; GAMIO VALLEJOS MIRIAM ALEXANDR; GASPARINI GIUSEPPE; GATTI NICOLO’; GENNARO RODOLFO; GENTILE ALESSANDRO; GHIDINI CLAUDIO; GIANI SAMANTHA; GJETJA BRUNA; GORI PAOLA; GRAMPA FRANCESCO; GRIMI ILARIA; GRIMOLDI LUCA; GUALANDI GIULIA; GUCCI FRANCESCO; GUIDI LUCIANA; GUSSONI MATTEO; HAKIMI RABIE; HERCZEG ADEL; IACOVIELLO MAURIZIA; IBNOU EL MADANI MARIAM; INFANTE ROBERTO; INGUI’ GIORGIA; IOVIENO STEFANIA; ISOARDI ANNALISA; KONI ANIFE; LAINATI PAMELA; LALA KLAJDI; LANA ALESSANDRA; LANGE’ ANTONIO GIUSEPPE; LARDO GIADA; LARICE ANNA; LOGACHO DIAZ JENNIFER SOFIA; LOVATI ELENA; LUPO CIRO; LUPPI MATTEO; LUVARA’ DEBORAH VINCENZA; MACCAGNOLA FEDERICO; MACCHI FABIO; MACHUCA ALVAREZ JUAN CARLOS; MACRI’ SILVIA; MAESTRINI DIEGO; MAGGIONI FRANCESCO; MAGGIORE ROSSANO; MAGLIARO MATTIA; MAIRANI GUGLIELMO; MANDELLI CHIARA; MANFREDI GIUSEPPE ALESSANDRO; MANTELLINI PAOLO; MARRA IVANA ESTER; MARTA PATRIZIA; MARTINA DANIELA; MASSA LAURA; MASTRULLO ANGELO; MATTEO ALESSANDRO; MAZZETTO MAURO; MAZZOLA ALICE; MAZZUCCHELLI UMBERTO; MELOTTI RICCARDO; MERIGHETTI EMILIANO; MILAN FEDERICO; MIRA STEFANIA; MONOLO DARIO; MONTAGNANA ALICE; MONTALTO RENATO; MONTANARI TIZIANO; MONZINI ALESSANDRO; MORALI ERIK; MORETTO ALESSIA; MUSCIOLA’ FRANCESCO; NAVONI MATTEO; OLDANI MARCO; OPPEDISANO SAMUELE; ORBELLI CHIARA; OSLER FRANCESCO; PAGANI MATTEO; PAGANINI STEFANO; PALEARI MARTINA; PALMERI STEFANIA; PALMINTERI MARTINA; PALUMBO SIRIO; PASSAFIUME GRETA; PEDOTA MARCELLO; PELIZZENI LAURA; PELLEGATTA CHIARA; PELLIZZON FEDERICA; PERANI MARTINA; PERONI MARCO; PIERI CRISTINA; PIGNI FEDERICO; PILERI LUCA; PILERI SIMONETTA; PINI MARCELLO DOMENICO; PIRONE ANDREA; PISATI DAVIDE; PISTILLO MICHELE; POMPILI VALERIO; PORTA MARCO; PORTA RICCARDO; POSSENTI LUCA; PULEO ENZINA; PULZATO ALESSIA; RABOLINI ANDREA; RAIMONDI FRANCESCA; RAMBALDINI ILARIA; RANIOLO SILVIA; RE VALENTINA; REBESCO CHIARA; RICCIO ANDREA GIORGIO UMBERTO; RIGANTI LAURA; RIGANTI MARTINA; RIMOLDI IRENE; ROGGIERO DOMIZIANA; ROSSETTI CATERINA; ROSSI DIEGO; ROSSI MATTEO; ROTELLA STEFANO; RUGGIERO DENIS; SANGALETTI MARCO; SANTAMATO FABRIZIO; SCALTRITI GIULIA; SCAPIN GIORGIA; SCARABELLO ALESSANDRO; SCICOLONE FEDERICO; SECCHI GIUSEPPE; SERPE SAMUELA; TAGLIABUE BEATRICE; TAGLIABUE GIACOMO; TAGLIAPIETRA LUCA; TARQUINI LEONARDO; TARTAGLIA VINCENZO; TARTAGLIONE ANTONIO; TATANI RODOLF; TESTA VERONICA; TOIA STEFANO; TOIA TOMMASO VITTORIO; TONETTI ANNA; TORRETTA DANIELA; TORRISI CAMILLA; TOSI ARIANNA; TOTARO EMMANUELE; TRENTINO MARCO; TROIANI ALEXANDRA; TROVO’ MANUELE; TRUGLIO MIRKO; TUMMINELLO SARA; TUMMINELLO VINCENZO; TURCONI SAMUELE; VAIANA VALENTINA; VALENTE SIMONE; VERNUCCIO SERENA; VINCI ORAZIO; ZANELLA CHIARA; ZANNINI MARTINA; ZAROLI SILVIA; ZEDDA MARIA CARMELA; ZERBINATI FEDERICA PATRIZIA; ZUCCARINI SIMONE; ZUFFINETTI MATILDE
Fobia degli aghi, fobia di donare
Sebbene si sia già ampiamente trattato dei requisiti che devono essere soddisfatti per diventare donatori [vedi Chi dona? e Sport e salute del sangue] hanno bisogno di un discorso esclusivo tutti quei casi di persone che, pur potendo donare il proprio sangue, non riescono a farlo. Talvolta, infatti, a precludere l’esperienza della donazione non è l’inadeguatezza dello stato di salute fisica, bensì un’interferenza tutta mentale: la belonefobia, la fobia degli aghi. Da un’indagine del Centro Nazionale Sangue è risultato che, su 110 individui considerati, sono più di 20 a non donare per paura dell’ago.
È una condizione che interessa pressoché indifferentemente uomini e donne, seppur con un lieve sovrannumero di queste ultime: per ogni 2 belonefobici maschi ci sono 3 belonefobiche femmine. Nel 75% dei casi studiati dagli psichiatri è stata rintracciata nel vissuto del paziente una possibile situazione traumatica scatenante, ovvero un evento negativo associato alla presenza dell’ago che avrebbe da quel momento contaminato la percezione dello stesso. Non è comunque da escludere una componente atavica: è presumibile immaginare che, all’alba dei tempi, la sollecita repulsione per corpi appuntiti come zanne, artigli o pungiglioni costituisse un’ottima risorsa di sopravvivenza, e che in molti di noi si sia preservata fino ad oggi.
Ma nel XXI secolo, ovviamente, questo istinto comporta più limitazioni che vantaggi, compromettendo una porzione consistente della vita quotidiana: basti pensare alla frequenza con cui è bene sottoporsi ad un esame del sangue, o a quanto può essere imprevedibile l’urgenza a vaccinarsi. A innescare la tipica reazione di angoscia nei confronti dell’ago, inoltre, non è solo la sua vicinanza, non è solo l’effettiva minaccia di essere punti, ma è generalmente sufficiente la sua attesa, la prefigurazione del momento in cui si entrerà a contatto con lo spillo. Proprio per questo, la strategia più comune che il soggetto belonefobico adotta per fare i conti con la situazione è, semplicemente, una condotta di evitamento: i prelievi vengono rimandati di continuo, ai vaccini si fa ricorso solo in casi di necessità estrema; la donazione, è appena il caso di precisarlo, assume i connotati di una vera impresa, tanto più se si considera che spesso alla belonefobia si accompagnano la paura del sangue (emofobia) e delle ferite (traumatofobia).
È grande il rammarico di tutti coloro che, pur avendo a cuore la causa di AVIS, si ritrovano nell’impossibilità di portarla avanti in prima persona. Perché è di questo che si tratta: un’impossibilità, un automatismo da cui il soggetto non può in nessun modo prescindere. Troppo spesso le fobie vengono giudicate con sufficienza, in troppi si ostinano a derubricarle a segni di una scarsa forza di volontà. Un tipico “incoraggiamento” vuole che il dolore procurato dall’ago della donazione sia meno intenso di quello della puntura di una zanzara: per quello che vale, è come incitare uno con la gamba rotta ad alzarsi e camminare, invece di aiutarlo a riabilitarsi. È cruciale comprendere che il fobico non ha niente a che fare con il pavido: una persona belonefobica è perfettamente cosciente di quanto sia esiguo il dolore inflitto dall’ago, ma non ha il controllo sul panico sproporzionato da cui immancabilmente si ritrova impadronito. Quella che viene ad avere luogo è una situazione di dissidio interiore, un vero e proprio conflitto tra il desiderio di donare e lo sgomento per il momento della trasfusione in sé. Il belonefobico arriva così ad auto-vituperarsi per la propria mancanza di coraggio; eppure nessuno si sognerebbe di punire la propria incapacità di comandare i muscoli cardiaci a pompare una quantità maggiore o minore di sangue…
In ogni caso, tutto ciò non significa che il problema sia insormontabile. Ci sono svariate linee d’azione possibili per superare questa come qualsiasi altra fobia, e una terapia in particolare è alla portata di ognuno: l’esposizione graduale. Approccio semplice ma per niente facile, l’esposizione graduale richiede al paziente uno sforzo notevole, prevedendo un percorso progressivo in cui ogni fase è più vicina, rispetto alla precedente, al faccia a faccia definitivo con l’oggetto della fobia. Nel caso di cui ci stiamo occupando, il belonefobico sarà chiamato prima di tutto a pensare con regolarità all’immagine dell’ago, poi ad abituarsi alla sua presenza fisica, infine tenterà il contatto. In questo modo, senza bruschi cambiamenti, l’ago diventerà una costante nella vita di tutti i giorni; la mente avrà tutto il tempo di familiarizzare con esso e, rendendosi conto dell’inconsistenza della minaccia, disinnescherà gli allarmi preventivi della fobia. A riabilitazione compiuta, sarà probabilmente necessario mantenersi “in allenamento” e prendere come abitudine la vicinanza con gli aghi, monitorando di volta in volta le proprie reazioni.
È bene specificare, comunque, che anche in caso di successo l’esposizione graduale potrebbe non essere sufficiente per affrontare la donazione, a causa delle dimensioni dell’ago, effettivamente più grosso della media, e la durata relativamente lunga (almeno dieci minuti) della procedura. Se così dovesse essere, non c’è di che disperarsi: è stato dimostrato che la belonefobia va incontro a un processo di attenuazione nel corso degli anni, fino in genere alla risoluzione spontanea in seguito ai 40 anni d’età. Se soffri di belonefobia, quindi, non metterti fretta; preoccupati piuttosto di preservarti in salute in vista di quel momento, quando avrai finalmente l’opportunità di fare la tua parte!
Noi ti aspetteremo!
A cura di Enrico Forte

