Venerdì 23 ottobre 2026 si è tenuta la 25ª edizione della conferenza organizzata dalla sottosezione Avis di Borsano, dedicata alla malattia di Parkinson, dal titolo “Il Parkinson: la ricerca, la cura, la vita”, realizzata con il patrocinio di Avis Busto e Avis Provinciale Varese, ASST Regione Lombardia Valle Olona, del Comune di Busto Arsizio e dell’Università degli Studi dell’Insubria di Varese.
Per la conoscenza dei vari aspetti di questa malattia gli interventi sono stati affidati a tre brillanti relatori: la professoressa Tiziana Alberio del Dipartimento Scienza e Alta Tecnologia dell’Università dell’Insubria, il dottor Marco Gallazzi, Neurologo presso l’Ospedale di Varese, e la dottoressa Marica Canziani, Psicologa. A moderare il convegno è stato il dott. Vincenzo Saturni, dirigente medico presso il Servizio di Immunoematologia e Trasfusionale dell’ASST Sette Laghi, presenza ormai consolidata ai convegni di Avis Borsano.
Ha aperto la serata il responsabile della sottosezione, Alessandro Barbaglia, che ha anzitutto portato i saluti e i ringraziamenti ai presenti, al presidente Giuseppe Bianchi e ai consiglieri di Avis, a don Marco Mauri per l’ospitalità presso l’oratorio di Borsano e a tutti quanti hanno permesso la realizzazione della serata, tra cui la Prof.ssa Manuela Basso, docente di Biologia Cellulare dell’Università di Trento, il prof. Mauro Fasano, docente di Biochimica dell’Università dell’Insubria, e la signora Giulia Quaglini Presidente ASPI di Cassano Magnago. Presente anche la professoressa Lia Forti, direttrice del Centro di Ricerca Neuroscienze dell’Università dell’Insubria.
Barbaglia ha ricordato che tra gli scopi di AVIS, oltre a quello di non fare mai mancare il sangue negli ospedali, vi è anche quello di svolgere una funzione di formazione ed informazione ai cittadini su argomenti che sono di forte impatto per la salute e la sua difesa.
I relatori sono intervenuti analizzando tre aspetti fondamentali della malattia: la ricerca biomedica, la diagnosi e cura e, infine, gli aspetti psicologici del Parkinson.
A causa della lunghezza e complessità degli interventi, proponiamo in questo articolo solo un estratto per ciascuno. Per chi lo desidera sono disponibili anche i report completi, scaricabili in fondo all’articolo.
IL PARKINSON: LA RICERCA – Intervento della Prof.ssa Tiziana Alberio
L’intervento della professoressa Alberio si è concentrato sulle principali sfide e prospettive della ricerca biomedica sulla Malattia di Parkinson: infatti, la comprensione dei meccanismi molecolari rappresenta il fondamento per lo sviluppo di approcci terapeutici innovativi.
Lo studio dell’alfa-sinucleina, dei sistemi di degradazione cellulare, della funzionalità mitocondriale e della neuroinfiammazione sta contribuendo a chiarire alcuni dei processi responsabili della degenerazione neuronale caratteristica della malattia.
Parallelamente, la ricerca sui biomarcatori mira a rendere possibile un’identificazione sempre più precoce della patologia.
Le nuove strategie terapeutiche cercano di superare il solo controllo dei sintomi per intervenire, piuttosto, sui meccanismi che determinano l’evoluzione della malattia. In questo scenario, le terapie cellulari rappresentano una delle prospettive più innovative, pur richiedendo ancora verifiche rigorose prima di poter essere considerate una soluzione consolidata.
Accanto alle nuove tecnologie e ai progressi farmacologici, rimane fondamentale una visione complessiva dell’assistenza, nella quale il trattamento medico si integri con l’attività fisica, la riabilitazione e gli interventi finalizzati a preservare autonomia e qualità della vita del paziente.
Occorre avere una fiducia concreta nel progresso scientifico: la strada verso trattamenti sempre più efficaci è ancora lunga e complessa, ma le conoscenze acquisite negli ultimi anni stanno offrendo strumenti nuovi per affrontare una patologia che continua a rappresentare una sfida importante per la medicina contemporanea.
IL PARKINSON: La cura – Intervento del dott. Marco Gallazzi
Il dottor Gallazzi ha offerto una panoramica approfondita della gestione neurologica della Malattia di Parkinson, evidenziando come la qualità dell’assistenza dipenda dall’integrazione tra diagnosi accurata, trattamento farmacologico, riabilitazione e monitoraggio nel tempo.
La diagnosi di Parkinson rimane prevalentemente clinica e si fonda sul riconoscimento dei principali segni motori della malattia, ovvero bradicinesia, rigidità e tremore a riposo. Tuttavia, una valutazione completa deve considerare anche le numerose manifestazioni non motorie, che influiscono profondamente sulla vita del paziente.
Sul piano terapeutico, la levodopa continua a rappresentare il trattamento principale, capace di determinare miglioramenti molto significativi soprattutto nella fase iniziale di malattia (la cosiddetta “luna di miele”). Tuttavia, con il progredire della malattia e la contestuale comparsa di fluttuazioni motorie e discinesie, la gestione della stessa richiede strategie più articolate che possono comprendere, oltre che aggiustamenti farmacologici, anche la stimolazione cerebrale profonda e sistemi di infusione farmacologica continua.
Accanto alle possibilità offerte dalla farmacologia e dalle tecnologie, la riabilitazione mantiene un ruolo essenziale e dovrebbe accompagnare il paziente fin dalle prime fasi, attraverso interventi adattati alle capacità individuali e agli obiettivi di autonomia del paziente.
Bisogna riconoscere l’unicità di ogni persona con Parkinson: la disponibilità di numerose opzioni terapeutiche richiede comunque competenze specialistiche, continuità assistenziale, collaborazione multidisciplinare e capacità di individuare soluzioni personalizzate. In questa prospettiva, il principio della centralità del paziente non rappresenta soltanto un orientamento etico, ma costituisce il fondamento concreto della pratica neurologica.
IL PARKINSON: LA VITA – Intervento della dott.ssa Marica Canziani
La dottoressa Canziani ha affrontato le questioni psicologiche e relazionali della Malattia di Parkinson, completando il quadro scientifico e clinico delineato dagli specialisti intervenuti precedentemente.
La diagnosi di Parkinson non rappresenta soltanto l’identificazione di una condizione neurologica grave, ma può introdurre cambiamenti profondi nel modo in cui la persona percepisce sé stessa, immagina il proprio futuro e organizza la vita quotidiana.
Le difficoltà motorie e cognitive possono incidere sull’autonomia, sulle relazioni e sulla partecipazione sociale, rendendo necessario un continuo processo di adattamento. In questo percorso, il ruolo dei familiari e dei caregiver assume un’importanza centrale, ma deve essere orientato alla valorizzazione delle capacità individuali e al rispetto dei tempi della persona, evitando di sostituirsi automaticamente alle sue possibilità di azione e di scelta.
La comunicazione, l’ascolto e il riconoscimento dei bisogni emotivi costituiscono elementi essenziali per sostenere la qualità delle relazioni. Allo stesso tempo, è fondamentale riconoscere che anche i caregiver possono vivere difficoltà significative e necessitano di occasioni di sostegno e condivisione.
Le associazioni come ASPI (Associazione Parkinson Insubria) rappresentano, in questo scenario, una risorsa preziosa: offrono possibilità di incontro, riducono l’isolamento e favoriscono lo scambio di esperienze e strategie tra persone che affrontano situazioni analoghe.
Accompagnare una persona con Parkinson non significa soltanto intervenire sui sintomi o compensare le limitazioni funzionali, ma soprattutto contribuire a preservarne l’identità, la capacità decisionale, le relazioni e le opportunità di partecipazione alla vita.
La malattia può modificare il modo in cui vengono svolte numerose attività, ma non deve cancellare il diritto della persona a continuare a essere protagonista della propria esistenza. Quindi, guardare oltre la diagnosi significa riconoscere che, prima di ogni malattia, esiste una persona, con la propria storia, le proprie risorse e il proprio desiderio di continuare a vivere pienamente.
CONCLUSIONI
La serata, che ha visto la presenza di quasi cento persone fra il pubblico, è proseguita con numerosissime domande poste ai relatori, che hanno spaziato dalla possibilità di trasmissione genetica della malattia, al ruolo della fisioterapia nella cura, dall’impatto futuro dell’Intelligenza Artificiale sulla ricerca alla diagnosi e cura del Parkinson.
Constatato il successo anche di quest’ultima edizione, la sottosezione Avis di Borsano dà appuntamento a tutti il prossimo anno!

