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Scientificamente Avis: La talassemia

L’8 maggio abbiamo ricordato la Giornata Mondiale della Talassemia, una grave malattia genetica che colpisce i globuli rossi. 

Si tratta di una insufficienza anche importante nella sintesi di una delle due proteine (alfa o beta) costituenti l’emoglobina, ossia il mezzo di trasporto dell’ossigeno attraverso tutto l’organismo. Esistono diverse forme di talassemia, distinte in alfa o beta a seconda del polipeptide coinvolto, ma le più diffuse nell’area del Mediterraneo sono quelle di tipo beta: in Italia si contano circa 7000 pazienti. 

La beta-talassemia è conosciuta anche come “anemia mediterranea”, in quanto si configura proprio come una anemia cronica: a causa dell’inefficienza dell’emoglobina, i globuli rossi esauriscono la loro funzione prima del normale e vengono demoliti precocemente. Lo scarso numero di eritrociti non può trasportare abbastanza ossigeno da soddisfare le esigenze di tutti i tessuti corporei, il che si manifesta in sintomi come spossatezza e rallentamento della crescita.

Le condizioni di vita di chi è afflitto da talassemia possono essere tanto tollerabili quanto proibitive a seconda della forma in cui si presenta, ma in linea generale la terapia richiede ripetute trasfusioni di sangue (almeno ogni 15-20 giorni) per sopperire alla carenza di globuli rossi. 

È proprio per tale ragione che, anche in questi tempi di emergenza Coronavirus, è imperativo che i volontari di tutta Italia non sospendano le donazioni del sangue: il trattamento trasfusionale periodico è vitale per la maggior parte dei pazienti talassemici, e ognuno di noi può dare il suo contributo per garantirne la consueta funzionalità. 

Nonostante la paura e la confusione del momento, ti chiediamo di compiere un atto di fiducia e responsabilità: dona anche tu.

 

A cura di Enrico Forte

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