Loading....

Autore: admin

Come si dona

La chiamata dell’Avis

Il Servizio Trasfusionale dell’Ospedale segnala all’Avis le specifiche richieste di sangue: quantità, gruppo sanguigno e tipo di donazione (sangue intero e aferesi).

L’Avis sceglie i donatori che corrispondono alle richieste pervenute, e verifica telefonicamente che siano disponibili anche in base alle loro attuali condizioni di salute, chiedendo se hanno assunto farmaci, viaggiato in zone a rischio, avuto interventi ambulatoriali o dentistici, o se accusano eczemi, allergie o altri disturbi. Se tutto è ok, viene concordato un appuntamento per la donazione.

Al Centro Trasfusionale

Il giorno dell’appuntamento il donatore si presenta al Centro Trasfusionale, che è la struttura ospedaliera responsabile, tra l’altro, dei prelievi del sangue. Il Centro si trova al IV piano del padiglione Emilio Pozzi, adiacente alla sede dell’Avis.

Si può arrivare dalle 7.30 del mattino fin verso le 10.30 se è prevista una donazione di sangue intero; invece per le donazioni in aferesi (cioè di solo alcuni componenti del sangue) nella chiamata è stata precisata l’ora a cui dobbiamo essere presenti. All’arrivo il donatore consegna la tessera al personale sanitario e compila il questionario sul suo stato di salute e sul comportamento di vita a partire dall’ultima donazione effettuata; questo non è un adempimento burocratico ma uno strumento importante per valutare possibili rischi per la salute del donatore e del paziente che ne riceverà il sangue.

Un sanitario ritira il modulo e provvede a misurare la pressione arteriosa. Se tutto è in ordine, il donatore viene ammesso al prelievo non appena si rende disponibile una postazione.

Il prelievo dura 10-15 minuti per il sangue intero, mentre per le aferesi sono necessari di solito tempi di 30- 45 minuti.

Al termine il donatore ritira la tessera Avis e (se gli serve) il giustificativo per il datore di lavoro.

Tipi di donazione

La donazione “classica” consiste nel prelievo di sangue intero, costituito cioè da tutti gli elementi: globuli rossi e bianchi, piastrine, plasma. La durata del prelievo, circa 450 ml, non supera, solitamente, i 15 minuti. La massa liquida sottratta all’organismo viene reintegrata nel giro di poche ore mentre quella corpuscolata (globuli e piastrine) nel giro di circa 40 giorni; più o meno, lo stesso tempo che impiega l’organismo umano per rinnovare le cellule che invecchiano.

Il sangue viene raccolto in appositi contenitori di plastica (sacche); successivamente i suoi costituenti vengono separati attraverso un procedimento chiamato “frazionamento”, in modo da poter trasfondere ai diversi pazienti soltanto l’elemento necessario: ciò vuol dire attuare una trasfusione “mirata” o “selettiva”.

Negli ultimi tempi si sta affermando la donazione “in aferesi”, che permette di ottenere dal sangue del donatore soltanto la componente di cui si ha necessità.

Le tecniche di prelievo

Abbandonata da molto tempo la donazione diretta, da braccio a braccio, oggi la tecnica più nota e diffusa è la donazione classica di sangue intero, successivamente sottoposto a frazionamento nei suoi costituenti.

Si sta diffondendo una tecnica di prelievo più avanzata, chiamata “aferesi”: attraverso l’uso di moderni apparecchi, i separatori cellulari, si ottiene dal sangue che defluisce dal braccio del donatore soltanto la componente (globuli rossi o bianchi, piastrine, plasma…) di cui si ha necessità in quel particolare momento, restituendogli, contemporaneamente, i restanti elementi. La durata del prelievo in aferesi varia a partire da un minimo di 30 minuti, in relazione alla tecnica usata e alle caratteristiche del donatore. A seconda dell’emocomponente prelevato si parla di plasmaferesi (per la raccolta di solo plasma) o di citoaferesi (per la raccolta di cellule del sangue, di cui la più utilizzata è la piastrinoaferesi, per la raccolta di piastrine).

Più recenti sono le tecniche che consentono di prelevare più componenti ematiche contemporaneamente in una singola donazione, ad esempio: plasma e globuli rossi; plasma e piastrine; piastrine e globuli rossi; ecc. In tal caso si parla di donazioni “multicomponent”.

Il prelievo in aferesi porta a concentrati cellulari o plasmatici più ricchi e quindi più efficaci.

Ulteriore vantaggio, questa tecnica permette di ampliare il numero dei donatori; infatti alcuni che non sono idonei a donare sangue intero possono risultare idonei al dono di alcuni componenti, ad esempio il plasma o le piastrine.

Esami e controlli

Secondo le disposizioni di legge, vengono effettuati numerosi controlli per garantire la massima tutela della salute del donatore e del paziente che ne riceverà il sangue. I controlli cominciano già con la misura della pressione arteriosa del donatore e con l’esame del questionario da lui compilato; sono adempimenti semplici ma di grande significato e valore.

Su ogni sacca di sangue prelevato vengano effettuate diverse determinazioni. Si tratta anzitutto di esami clinici, che riguardano il contenuto di ferro, l’azotemia, il colesterolo, la glicemia ecc.; servono ad accertare l’esistenza di eventuali debolezze del donatore, anche in fase iniziale, che potrebbero aggravarsi nel tempo, e che quindi consigliano approfondimenti diagnostici sul donatore.

Altri esami riguardano la misurazione delle transaminasi, enzimi che regolano il corretto funzionamento dell’organismo. Se i loro valori variano rispetto alla normalità, possono indicare la presenza di anomalie a carico del fegato, del pancreas, dei reni ecc.; anche in tal caso sono opportuni approfondimenti diagnostici.

Infine, si effettuano esami sierologici, per accertare l’eventuale presenza di malattie infettive trasmissibili per via ematica; tra esse la sifilide, l’AIDS, le epatiti. Questi test sono particolarmente importanti perché spesso l’interessato non presenta alcun sintomo.

Con più ampia periodicità, modulata per ogni singolo donatore, si procede ad ulteriori controlli diagnostici sia analitici che strumentali.

Cosa si dona

Conoscere il sangue

Il sangue svolge molti compiti: trasporta alle cellule dell’organismo l’ossigeno, il nutrimento, gli anticorpi ecc. asportandone i materiali di rifiuto.

È un sistema complesso costituito da una parte solida (i corpuscoli) ed una liquida (il plasma).

Tra i corpuscoli si trovano i globuli rossi (eritrociti) che grazie all’emoglobina portano l’ossigeno alle cellule, e ne raccolgono l’anidride carbonica da eliminare. I globuli bianchi (leucociti) intervengono a protezione dei tessuti in presenza di infezioni, aggredendo i corpi estranei. Infine, le piastrine arrestano le emorragie aggregandosi tra loro per chiudere la ferita e formando il coagulo.

Il plasma, la componente liquida del sangue, contiene sali minerali, proteine, il glucosio, l’urea, l’acido urico, gli ormoni e gli anticorpi e varie altre sostanze. Ha il compito di rifornire le cellule di nutrienti e ausiliari, ritirandone i rifiuti da eliminare.

Il sangue dei diversi individui può differire per la presenza di elementi che possono portare alla coagulazione. Si distinguono pertanto vari gruppi sanguigni, i principali sono i gruppi 0, A, B e AB, che costituiscono il cosiddetto sistema ABO; essi si differenziano ulteriormente per il Fattore Rh, positivo o negativo.

La trasfusione tra individui dello stesso gruppo avviene senza problemi. Inoltre, un soggetto appartenente al gruppo 0 può donare a soggetti appartenenti a qualsiasi gruppo (donatore universale), ma non potrà ricevere sangue da gruppi diversi dal proprio; un soggetto appartenente al gruppo AB potrà invece ricevere il sangue di qualunque gruppo (recettore universale) ma non potrà dare sangue a gruppi diversi dal proprio. In sintesi, il gruppo 0 può donare a tutti, il gruppo A ai gruppi A e AB, il gruppo B al gruppo B e AB.

Similmente soggetti con Rh negativo possono donare anche ad individui con Rh positivo, ma non viceversa.

Si rimanda al lettore una ricerca approfondita su questo tema.

Chi dona

Domanda di iscrizione

Puoi diventare donatore di sangue se hai tra i 18 e i 65 anni, un peso corporeo non inferiore ai 50 kg, e sei in buona salute.

Il primo passo consiste nel compilare la domanda di iscrizione, su un modulo che si ritira in Segreteria o presso i banchi che l’Avis allestisce in occasione di manifestazioni pubbliche.

Colloquio all’Avis

Qualche settimana dopo la presentazione della domanda, il candidato viene chiamato ad un colloquio informativo preliminare. Un medico dell’Avis raccoglie la sua storia personale, per verificare se ci siano (o ci siano state) determinate malattie (epatiti virali, malattie veneree, alcoolismo, ipertensione, diabete, ecc.); o si siano tenuti comportamenti a rischio (rapporti promiscui, assunzione di droghe, ecc.); oppure se esistano al momento impedimenti temporanei alla donazione (donna in gravidanza, somministrazione di vaccini, ecc.).

È di fondamentale importanza che il possibile donatore risponda sinceramente a tutte le domande, e si assuma la responsabilità di eventuali omissioni; senza temere giudizi negativi, e con la certezza che il colloquio sarà mantenuto nella massima riservatezza.

Se il medico dell’Avis riscontra che ci sono i requisiti di base necessari, esprime parere positivo e ne informa il Servizio Trasfusionale dell’Ospedale.

Visita medica

Nell’arco di alcune settimane il candidato viene invitato alla visita presso la struttura ospedaliera. Gli verrà chiesto di compilare un questionario che prevede numerose domande; verrà sottoposto ad un prelievo di sangue per l’esecuzione di varie analisi di laboratorio; e verrà indirizzato a controlli strumentali come la radiografia del torace o l’elettrocardiogramma.

Se questi esami risultano positivi, il volontario verrà considerato idoneo e ne verrà informato. Entro alcuni mesi (in relazione alle esigenze trasfusionali) verrà chiamato per la sua prima donazione diventando ufficialmente avisino a tutti gli effetti.

Invece nel caso che sia emerso qualsiasi elemento negativo o semplicemente incerto, ne verrà data subito comunicazione all’interessato con l’invito a rivolgersi al proprio medico curante per gli opportuni provvedimenti; è un vero intervento di medicina preventiva a tutto vantaggio dell’aspirante donatore.

Doveri e benefici

Il primo dovere del donatore è di aver cura della propria salute: solo un donatore sano può donare.

L’avisino quindi è attento al proprio stile di vita, il modo migliore per minimizzare il rischio di malattie. Questo significa seguire una alimentazione varia ed equilibrata, evitare ogni droga, guardarsi da comportamenti, ad esempio sessuali, a rischio di contagio. E significa rivolgersi regolarmente al proprio medico per una attività di prevenzione e controllo, e significa presentarsi con diligenza agli esami periodici disposti dall’Avis.

Inoltre, il donatore è pronto a rispondere alla chiamata dell’Avis, presentandosi puntualmente al Centro Trasfusionale alla data concordata. In caso di impossibilità, lo deve segnalare con la massima tempestività perché possano essere adottate opportune alternative.

 

Il dono del sangue è, e deve essere, gratuito e disinteressato; ma chi dona sangue ne trae svariati e importanti benefici; a cominciare dalla “ricompensa” morale che gli viene per aver compiuto un atto di solidarietà umana contribuendo ad alleviare una sofferenza, o addirittura a salvare una vita.

Sul piano pratico, l’avisino riceve dall’Associazione un controllo costante della propria salute, attraverso gli esami effettuati al momento della donazione o altri condotti con più ampia periodicità; in tal modo si accertano tempestivamente eventuali alterazioni che possono indicare il primo insorgere di disturbi e consigliare altri controlli.

L’adesione all’Avis comporta poi qualche vantaggio come il notiziario periodico “Donare”, la partecipazione a gite o manifestazioni varie, ecc.

Ricordiamo infine che i lavoratori dipendenti fruiscono di una giornata di riposo (a carico dell’INPS) per ogni donazione fino ad un massimo di 4 nell’anno.

Ruoli e incarichi

CONSIGLIO DIRETTIVO
Eletto dall’Assemblea, esercita i poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione. Elegge il Presidente e, su sua proposta, conferisce gli altri incarichi.

Presidente: Giuseppe Bianchi
Vicepresidenti: Maria Maddalena Lange’ (vicario); Donata Riganti
Amministratore: Giorgio Trombetti
Segretario: Angelo Olgiati
Consiglieri: Alessandro Barbaglia; Alberto Bottigelli; Alessia Castiglioni; Colombo Angelo;  Ezio Lamperti; Laura Massa; Claudio Moroni; Maurizio Moscheni; Giovanni Mussida; Grazia Palazzo; Luciano Pieretti; Marco Roncari; Luigi Pinciroli; Silvano Rigon; Trotti Giovanni

COMITATO ESECUTIVO
Nominato dal Consiglio su proposta del Presidente, delibera autonomamente sugli argomenti di sua competenza, esegue le delibere del Consiglio e assume le decisioni urgenti.

Comitato esecutivo: Giuseppe Bianchi; Maria Maddalena Lange’; Donata Riganti; Giorgio Trombetti; Angelo Olgiati

COLLEGIO REVISIONE DEI CONTI
Eletto dall’Assemblea, esercita l’attività di controllo degli atti contabili e fiscali della Presidenza e del Consiglio Direttivo.

Presidente: Dott.ssa Roberta Sozzi
Revisori: Dr. Dario Ferioli; Dr. Raffaele Lecis

REFERENTI DEI GRUPPI DI LAVORO:

  • Area Sanitaria: Giovanni Trotti
  • Area Scuola: Maurizio Moscheni
  • Area Comunicazione: Alessia Castiglioni
  • Gruppo Giovani: Angelo Colombo
  • Sottosezione Busto Centro: Bruno Taverna
  • Sottosezione Borsano: Alessandro Barbaglia
  • Sottosezione Castellanza: Donata Riganti
  • Sottosezione Fagnano O.: Giovanni Mussida Almasio
  • Sottosezione Madonna Regina: Silvano Rigon
  • Sottosezione Olgiate O.: Grazia Palazzo
  • Sottosezione Solbiate O.: Angelo Olgiati
  • Direttore Sanitario: Dott. Giovanni Trotti
  • Direttore Sanitario Emerito: Dott. Vittore Malacrida

NOMINATIVI delle cariche per il mandato 2021-2024, aggiornato al 27 aprile 2021

Donare: il concorso tra scuole

Come sappiamo, le candeline spente quest’anno dalla nostra Avis sono state ben 80.

Per l’occasione, insieme alle innumerevoli altre iniziative, è stato indetto un concorso per coinvolgere soprattutto i giovani – i donatori di domani – tramite le scuole superiori di Busto Arsizio. I ragazzi sono stati quindi chiamati a realizzare un breve cortometraggio ispirato alla promozione del dono del sangue e alla solidarietà, in collaborazione con l’istituto cinematografico Antonioni di Busto Arsizio.

I lavori realizzati si possono visualizzare qui sotto.

La premiazione è avvenuta in occasione del BAFF (Busto Arsizio Film Festival) in piazza San Giovanni domenica 13 maggio, alla presenza della giuria (formata da un membro incaricato del comune, personaggi Avis, appartenenti all’Istituto Antonioni e esperti del settore).

Il verdetto ha decretato il Liceo Scientifico Artuso Tosi come primo classificato, seguito dal Liceo Linguistico Daniele Crespi.

A pari merito, al terzo posto, invece, si sono posizionati l’Istituto Tecnico Enrico Tosi, il Liceo Artistico Paolo Candiani e l’Istituto Professionale Pietro Verri.

Tutte le scuole hanno portato a casa un riconoscimento simbolico, oltre che gli applausi e gli apprezzamenti da parte di docenti, studenti, genitori e, naturalmente, della nostra associazione avisina.

Festa 80 anni

C’erano due grandi macchie rosse ai lati dell’altare, in San Michele a Busto, domenica 6 maggio. Erano le decine e decine di labari delle AVIS della nostra provincia, convenute per festeggiare le 80 candeline dell’Avis di Busto e Valle.

Lo ha fatto notare il parroco, don Giorgio Fantoni, ricordando le migliaia di donatori e le tantissime donazioni, e l’importante azione di sensibilizzazione ad una vita sana e consapevole verso tutta la cittadinanza. E al termine della Messa, ha invitato ad un battimani di ringraziamento e solidarietà.

All’uscita, dietro i labari si è formato un corteo di avisini, aperto dalle autorità istituzionali del territorio, accompagnato dalle note del Corpo musicale Pro Busto. Attraverso le vie del centro si è giunti al Monumento agli avisini defunti in piazza Vittorio Emanuele dove è stata deposta una corona; e quindi al Museo del Tessile.

Qui il nostro presidente Roncari ha ringraziato gli ospiti consegnando una targa ricordo e l’edizione speciale di DONARE per l’ottantesimo. Erano presenti rappresentanti delle amministrazioni comunali di Busto (il sindaco Antonelli e l’assessore Miriam Arabini), di Castellanza (la sindaca Mirella Cerini), di Fagnano (il sindaco Simonelli), di Gorla Minore (il sindaco Landoni), di Olgiate (l’assessore Luisella Tognoli), di Solbiate (il consigliere Miano); ognuno ha portato il proprio saluto e il proprio augurio. Per le Forze dell’ordine erano presenti il maresciallo Bertuccioli della locale Stazione dei Carabinieri, e il tenente Laura Tripoli della Guardia di Finanza di Busto. La targa ricordo è stata consegnata anche a Vincenzo Saturni, già presidente nazionale, e a Elio D’Onofrio, vicepresidente vicario regionale; inoltre alle Avis comunali che erano presenti, e alle sottosezioni di Busto e Valle.

Agli intervenuti, molti dei quali provenienti da altre località, è stato infine offerto un pranzo nella Sala Feste del Museo. Una lieta occasione per brindare assieme al futuro dell’AVIS.

In seguito, alcune foto della manifestazione a cura di Davide Caforio e Giancarlo Nazari.

Chi Siamo e Benemerenze

L’Avis di Busto Arsizio-Valle Olona è una associazione autonoma che aderisce alle Avis provinciale di Varese, regionale della Lombardia e nazionale, nei cui statuti si riconosce. Svolge la sua attività a Busto Arsizio ed in alcuni Comuni vicini (Castellanza, Olgiate Olona, Solbiate Olona, Fagnano Olona). La sede principale è a Busto Arsizio, ma per favorire la partecipazione dei soci e l’integrazione con la cittadinanza, in alcuni rioni cittadini e nei Comuni prima citati sono state costituite alcune sottosezioni.

Gli scopi dell’AVIS fissati dallo Statuto erano e sono: venire incontro alla crescente domanda di sangue, avere donatori pronti e controllati nella tipologia del sangue e nello stato di salute, lottare per eliminare la compravendita del sangue, donare gratuitamente sangue a tutti, senza alcuna discriminazione. All’AVIS possono aderire gratuitamente sia coloro che donano volontariamente e anonimamente il proprio sangue e sia coloro che, pur non potendo per motivi di inidoneità fare la donazione, collaborano però gratuitamente a tutte le attività di promozione e organizzazione. L’AVIS è una Associazione di volontari: volontari sono i donatori e volontari sono i suoi dirigenti.

Avis Busto Arsizio – Valle Olona, via A. da Brescia, 1 – 21052 Busto Arsizio. C.F. 900 111 30 128.

 

 

Le benemerenze

Che cosa sono
I nostri associati, al raggiungimento di determinati numeri di donazioni, ricevono un riconoscimento sotto forma di diplomi e medaglie (o distintivi).
Si indicano come “benemerenze”. Il loro valore economico è marginale, ma è alto il loro valore simbolico.
La benemerenza rappresenta poco per il donatore, che non ha certo bisogno di sentirsi dire “grazie”; egli è appagato dall’intima soddisfazione di avere regalato salute, o addirittura vita.
Invece la benemerenza vale nei confronti di chi non è donatore: è una testimonianza, invita a riflettere sull’importanza del dono di sangue, è uno stimolo a contribuire a una fondamentale azione di solidarietà.

A chi vanno
Le benemerenze sono assegnate in base al numero di donazioni effettuate, tenendo conto degli anni di partecipazione attiva alla vita dell’Associazione.
1.    GEMMA DI DIAMANTE: alle 120 donazioni
2.    GEMMA DI SMERALDO: alle 100 donazioni (oppure 80 con 40 anni di iscrizione).
3.    GEMMA DI RUBINO: alle 75 donazioni (oppure 60 con 30 anni).
4.    DISTINTIVO D’ORO: alle 50 donazioni (oppure 40 con 20 anni).
5.    DISTINTIVO DI ARGENTO DORATO: alle 36 donazioni (oppure 24 con 10 anni).
6.    DISTINTIVO DI ARGENTO: alle 16 donazioni (oppure 12 con 5 anni).
7.    DISTINTIVO DI RAME: alle 8 donazioni (oppure 6 con 3 anni).
Per le donne in età fertile ogni donazione vale il doppio ai fini della maturazione delle benemerenze.

Il ritorno delle malattie infettive – Il convegno di Borsano

Si è svolto, lo scorso 26 ottobre, davanti ad un nutrito gruppo di intervenuti, il XVII Convegno Socio-Sanitario organizzato dal Gruppo di Borsano.

Questo anno il tema era “Il ritorno delle malattie infettive – Vecchie e recenti infezioni prese alla leggera”. I relatori erano la dr.ssa Paola Vitiello, infettivologia presso l’Ospedale S. Gerardo di Monza; la dr.ssa Eugenia Trotti, professoressa di psicologia clinica presso l’Università dell’Insubria di Varese ed il dr. Vincenzo Saturni, già Presidente Avis Nazionale e responsabile del Centro Trasfusionale dell’Ospedale di Varese.

Dopo una breve presentazione della serata, che rientra negli scopi statutari dell’Avis in merito alla informazione sanitaria e protezione della salute della popolazione, da parte del sig. Pinciroli, si è passati direttamente alla relazione della dr.ssa Vitiello che ha parlato della situazione attuale in merito alle malattie infettive emergenti e ri-emergenti. Come malattie infettiva emergenti si intendono quelle individuate negli ultimi30/35 anni; ha parlati quindi della diffusione dell’HIV che, mentre nel passato si concludeva sempre con una diagnosi di AIDS conclamata e portava sempre alla morte, ora con i nuovi metodi di cura si può sopravvivere e convivere con la malattia, anche se l’ammalato deve sempre assumere dei farmaci molto pesanti per il proprio corpo. Ogni anno gli ammalati di HIV aumentano dello 0,5% e, dato che fortunatamente i decessi sono relativamente pochi, questi ammalati sono in costante crescita. Questo continuo aumento, comporta dei forti aggravi alla Società, sia dal punto di vista sociale, che da quello economico, considerando che un ammalato di HIV costa al Servizio Sanitario Nazionale oltre 600 € al mese.

Un diverso discorso è legato all’epatite C, ora una malattia curabile e che si riesce a debellare nell’oltre il 90% dei casi. Anche questa malattia, come l’HIV, viene trasmessa tramite contatto diretto del sangue e da alcuni fluidi corporei, in particolare tramite rapporti sessuali non protetti con partner occasionali. L’incidenza di questa malattia a livello mondiale è pari al 3%. Si considera che nel mondo vi siano circa 150 milioni di persone affette da epatite C; mentre nei paesi sviluppati si riesce a guarire, nel terzo mondo è ancora una malattia mortale.

L’epatite B colpisce circa il 10% della popolazione mondiale, ha gli stessi criteri di trasmissione delle precedenti, ma in questo caso non vi sono farmaci che possano curarla, vi è però il vaccino che può impedire il contagio.

La dr.ssa è poi passata ad illustrare quali sono le malattie ri-emergenti, vale a dire malattie conosciute da molti anni, più o meno note alla popolazione, considerate quasi debellate, ma che ritornano prepotentemente all’attenzione. Ha parlato quindi della tubercolosi, che ha fatto oltre 1,3 milioni di morti nel mondo nel 2017; della sifilide di cui sono affetti circa 12 milioni di persone nel mondo, 30.000 in Europa, con tendenza all’aumento; dl virus del Nilo occidentale, conosciuto dal 1937 ma in forte aumento, anche in Italia, a partire dagli anni ’90, un virus che nelle persone sane non crea grossi problemi, ma che in fisici deboli può portare anche alla morte; questo virus viene trasmesso dalla zanzara tipo Culex, la nostra comune zanzara notturna. La febbre di Chikunguya, trasmessa dalla zanzara tigre, per concludere con altre infezioni virali tipo Ebola e Zica, non presenti normalmente sul nostro territorio ma che possono arrivare tramite la globalizzazione mondiale e i viaggia aerei sempre più comuni.

Ha concluso il suo intervento con la segnalazione che i batteri sono sempre più in grado di resistere agli antibiotici, che vengono sovente assunti senza effettivo bisogno, o che vengono assunti tramite le carmi ed i vegetali di cui ci alimentiamo.

La dr.ssa Trotti ha parlato dell’aspetto psicologico delle malattie infettive, in particolare dell’HIV. Ha spiegato che lavora a contatto con questi ammalati dal 1989 e, mentre prima il suo scopo era di far comprendere che un ammalato di HIV, la malattia era sicuramente destinata a diventare AIDS con conseguenze mortali, ora coi nuovi farmaci si può essere HIV positivi ed avere una vita “normale”, quando per normale si intende una vita costantemente legata ai farmaci. Se in origine questa malattia era considerata, erroneamente, un problema di “categorie” di persone (drogati, omosessuali, prostitute), oggi le persone infettate sono tutte persone “normali”, che non hanno comportamenti di categoria, ma che vengono contagiate per non conoscenza e indifferenza la problema.

Oggi circa 37 milioni di persone, nel mondo, sono affette da HIV o AIDS ed ogni anno si assiste ad un aumento di 1,8 milioni di nuovi casi; vi è anche un forte e preoccupante aumento di persone affette da HIV che non sanno di esserlo. Attualmente il contagio si diffonde in particolare tra i più giovani e nella fascia 40/50 anni. Le motivazioni sono molteplici: alcool e droga del sabato sera che inibiscono i comportamenti di attenzione, ignoranza dei problemi (molti giovani non sanno la differenza tra HIV e AIDS e cosa significhi lo stesso acronimo), dimostrare assoluta fiducia nel partner anche se appena conosciuto, e poi la classica mentalità “anche se prendo l’HIV ci sono i farmaci che mi proteggono” come se questi farmaci fossero miracolosi, non sapendo cosa comporta per un ammalato di HIV dover assumere, per sempre, farmaci sovente molto “pesanti” per il fisico.

Ha ribadito che in Italia i nuovi casi di HIV sono circa 4.000 all’anno e, dato che l’infezione può rimanere latente per 7/8 anni, periodo nel quale non da sintomi ma può essere trasmessa ad altri. Inoltre visto che non si trasformano più in AIDS conclamata, grazie ai farmaci, e quindi un allungamento dei tempi di vita, vi è in parallelo un costante aumento di sieropositivi.

Anche il dr. Saturni basa il suo intervento principalmente sui problemi dell’HIV, segnala che, al giorno d’oggi, circa il 5% dei nuovi casi di HIV sono dovuti a trasfusioni di sangue, precisa però immediatamente che in Europa ed in Italia, il rischio di essere contagiati tramite trasfusione è praticamente pari a 0 (in medicina il rischio 0 non esiste!). Vi sono aree nel mondo (vedi USA) dove la raccolta di plasma viene effettuata tra la popolazione dei paesi poveri limitrofi e ben renumerata. Illustra brevemente i nuovi questionari da compilare pre-donazione, previsti nel DL del 2/11/2005; la massima attenzione da parte del medico trasfusionista nell’accettazione e nel consentire la donazione, gli esami che vengono effettuati ad ogni donazione, il tutto per garantire la massima sicurezza all’ammalato che deve ricevere il nostro sangue. Nel citato questionario è dato molto spazio al problema dei rapporti sessuali più o meno a rischio. Ribadisce l’importanza della donazione procrastinata (prima gli esami dei nuovi donatori e dopo 2/3 mesi la prima donazione), in tal modo si riduce dal 3% allo 0,3% il rischio di trasmissione di ogni tipo di malattia. Spiega poi le motivazioni delle domande e delle sospensioni temporanee per coloro che hanno soggiornato in particolari aree anche italiane (solo di notte per la zanzara nostrana, tutto l’arco del giorno per la zanzara tigre), legate alla diffusione di alcuni virus trasmessi dalle zanzare in tali aree. Questo anno, dato che anche nella nostra provincia è stato riscontrato il virus del Nilo occidentale, tutte le donazioni vengono sottoposte ad esami specifici. Un test effettuato nel 2016, su circa 2 milioni di donatori, sono risultati positivi a vari virus 1824 (meno dello 0.1%) e di questi il 6,2 % positivo all’HIV, il 18,3% all’epatite C e ben il 31,5% al virus della sifilide. Sempre rimanendo in tema dell’HIV e della scarsa conoscenza della stessa, in un recente sondaggio che ha coinvolto oltre 11.000 persone, solo il 36% sa che le zanzare non trasmettono il virus, mentre il 22% sono convinte che la saliva possa trasmetterlo.

Al termine delle relazioni sono state sottoposte diverse domande sui temi toccati, a cui i relatori hanno dato le precisazioni del caso.

Con Avis a Volandia (9 giugno 2018)

Un evento di festa è organizzato per sabato 9 giugno presso il Parco e Museo del Volo “Volandia” nel Comune di Somma Lombardo. E’ un evento aperto a tutti gli avisini ed alle famiglie, che sono caldamente invitati a partecipare.

L’iniziativa si inserisce nel quadro delle manifestazioni che si svolgono in tutto il mondo attorno alla data del 14 giugno, che celebra la Giornata Mondiale del Donatore di Sangue. La giornata a Volandia comprende un momento formativo per riflettere assieme sul significato della Giornata Mondiale, condotto dal noto personaggio televisivo Max Pisu, buon amico di AVIS; e poi visite guidate del museo, animatori per l’intrattenimento dei bambini nell’area ricreativa, sconti presso i punti ristoro del parco. Di seguito, il PROGRAMMA della giornata.

Desideriamo vivere assieme, in festosa allegria, questo evento aperto a tutti nel segno del più profondo spirito avisino che ci pervade!

Le adesioni debbono pervenire alla segreteria Avis entro giovedì 24 maggio preferibilmente via e-mail ( info@avisbusto.it) o telefonicamente al 0331/381180 negli orari di ufficio (dal lunedì al venerdì dalle ore 8.00 alle 12.00 e dalle 14.00 alle 17.00; il sabato dalle ore 8.30 alle 12.00). Si prega di precisare la eventuale prenotazione di sacchetti-pranzo.

PROGRAMMA DI MASSIMA (passibile di variazioni)

Sabato 9 giugno – Volandia (Somma Lombardo, via per Tornavento 15)

Ore 9,15 ritrovo e consegna pass per accesso al convegno (il pass dovrà essere esposto e visibile);

Ore 10,00 – 12,00 convegno “Il significato della Giornata Mondiale del Donatore” condotto da MAX PISU;

Ore 12,15 consegna dei pass a chi vorrà continuare la giornata avisina con la visita a Parco e Museo di Volandia ad un costo ridotto;

Ore 13,00 e 15,00 inizio e svolgimento visite guidate a gruppi.

Il costo della visita al Parco con guida compresa è di Euro 6,00 per Bambini fino a 11 anni, di Euro 8,00 per gli Adulti.

Il costo del sacchetto-pranzo (panino, acqua, dolce), per chi volesse prenotarlo, è di Euro 5.

In alternativa il pranzo sarà liberamente consumabile presso i punti di ristoro di Volandia, usufruendo di uno sconto del 10% presentando il nostro pass.

  

Riconoscimento ad un nostro avisino

Quest’anno è giunto alla ventottesima edizione il prestigioso premio “Giancarlo Castiglioni”, che ricorda una grande figura illustratasi nell’industria dei trasporti e nell’associazionismo sociale.

E quest’anno il riconoscimento è stato assegnato a Luigi Pinciroli, da decenni donatore impegnato in AVIS, dove ha ricoperto importanti incarichi tra cui la presidenza della sezione di Busto e Valle, e del Consiglio Provinciale di Varese; e dove tuttora svolge ruoli di responsabilità.

Va poi ricordato che Pinciroli si è distinto anche in altre attività di volontariato: in campo sociale per la associazione dei Volontari del Sollievo, che si occupa dei trasporti necessari ad anziani e disabili; e nel mondo dello sport, prima come arbitro di basket, poi come dirigente di società sportive del nostro territorio.

Il dono del proprio tempo, oltre al dono del proprio sangue.

FOTO: La targa in onice con una navetta d’oro, simbolo della tradizione tessile

Back To Top